Non so se questo governo avrà le palle per uscire dalla moneta unica (permettetemi qualche dubbio), ma è chiaro che questo cancan mediatico contro, il terrorismo finanziario e le fake news sullo spread, dimostrano che noi non si vive in una democrazia, ma in un sistema solo apparentemente democratico, dove le decisioni fondamentali per i cittadini non sono determinate dai rappresentanti del popolo, ma dai mercati, dalla speculazione finanziaria, dalle oligarchie e dai potentati esteri.

Il bello è che molti italiani pensano che questo sistema sia un buon sistema. Addirittura c’è chi – forse senza nemmeno rendersene conto – tifa mercati e si compiace quando le manovre del grande capitale finanziario tenta di schiacciare le scelte democratiche di un paese, salvo poi lagnarsi se il Governo adotta provvedimenti impopolari, disgreganti, repressivi e recessivi, per accontentare la speculazione.

Pure peggio è quella classe politica che pur di andare contro un Governo supporta le azioni antidemocratiche del capitale finanziario, sostenendone le ragioni e prostituendosi alle loro scelte, alimentando l’idea fra i loro seguaci, che tutto questo sia inevitabili, e dunque, in ultimo, avvallando lo svuotamento dei processi democratici. Io, personalmente, aborro chi lancia moniti contro un Governo, per il sol fatto che questi adotta decisioni contro la speculazione e l’eurocrazia.

Questo è il vero analfabetismo funzionale di molti. E’ l’analfabetismo di chi confonde il mercato con la democrazia, le scelte fatte nei CDA di amministrazione delle fondazioni finanziarie estere e del mercato globale, come scelte inevitabili alle quali i processi democratici devono obbedire. Sicché se un Governo decidesse di aumentare le pensioni, ma i mercati dicono no, quelli che hanno ragione sono i mercati e non il governo.

Questi “analfabeti” non si rendono conto che questo sistema toglie loro ogni potere decisionale e che i loro rappresentanti politici sono l’esempio più evidente del grado di sterilità a cui è arrivato il sistema democratico, in cui credono di vivere solo perché votano qualcuno che però poi farà quello non che vogliono loro, ma quello che vogliono i CDA delle fondazioni speculative.