Il pensiero unico obbligatorio costruisce muri

Il Forum per la famiglia di Verona può piacere o meno. Ma non viola nessuna legge e non impone nulla a nessuno. La “scuola di populismo” di Bannon, nel monastero vicino a Collepardo, può piacere o meno, ma sarà un luogo di confronto delle idee. 

Eppure in entrambi i casi non ci si è limitati a criticare le posizioni degli organizzatori ma si è cercato di impedire l’iniziativa veronese e di bloccare persino i lavori per la ristrutturazione del monastero.

Il pensiero unico obbligatorio non può consentire che qualcuno abbia idee differenti. Ed allora si comincia a demonizzare gli avversari per evitare di confrontarsi, poi si passa ad investigare la vita privata degli organizzatori perché è evidente che se Bannon si mette le dita nel naso non può poi analizzare la situazione geopolitica mondiale. 

Se poi non bastano gli interventi dei media di servizio, allora si passa alle manifestazioni spintanee per fermare il pensiero non allineato. E non solo in questi due casi. È sufficiente provare ad invitare un autore scomodo a presentare un libro per scatenare la canea dei vietatori in servizio permanente effettivo. Librerie bruciate, assalti, violenze, tutto sostenuto da campagne di stampa a senso unico. A Parigi un gruppo di universitari totalmente ignoranti, o semplicemente stupidi, ha impedito la rappresentazione delle Supplici di Eschilo in quanto, essendo ignoranti e stupidi, considerano razzista la tragedia greca.

Nessuna disponibilità al confronto sulle idee. Anzi, rifiuto aprioristico di considerarle idee. Si ironizza sulle posizioni altrui, si delegittimano, si presentano come spazzatura condannata dalla storia. Nella consapevolezza che i sostenitori del pensiero alternativo non sono in grado di replicare perché, colpevolmente e stupidamente, non dispongono di organi di informazione

Eppure le iniziative violente per impedire la presentazione di idee non politicamente corrette si susseguono da anni, da decenni, senza che qualcuno abbia provato a fare qualcosa di concreto per rompere il muro del conformismo mediatico creato da pseudo intellettuali. Perché chi si crede intellettualmente e moralmente superiore è il primo a millantare ponti ma a costruire muri per impedire la circolazione di idee al di fuori del pensiero unico obbligatorio.

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 390 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".