Il popolo si riprende le piazze

Salvo moltiplicare il numero dei partecipanti, sfidando l’impenetrabilità dei corpi, quando a manifestare sono gli amici.

Così Salvini a Roma riempie piazza del Popolo più di quanto avesse fatto il Pd qualche settimana or sono, ma per i media di servizio i partecipanti erano 70 mila per Martina e 50 mila per Salvini.

Allo stesso modo le madamine torinesi hanno visto lievitare, in tv e sui giornali, il numero dei partecipanti alla manifestazione Si Tav, passando da 20 a 30 e poi a 40mila. Mentre per i No Tav, con un corteo che ha impiegato quasi 3 ore per arrivare in piazza, si prende per buono il dato di inizio e si ignora che le presenze complessive erano molto più numerose rispetto alla manifestazione voluta dagli industriali.

In fondo, però, le cifre false fornite dai media non hanno alcuna importanza. Perché ciò che conta davvero è la voglia di scendere per la strada, la voglia di partecipare. Proprio mentre il Censis assicura il contrario, che gli italiani non partecipano e delegano. Magari un po’ di flessibilità in uscita non farebbe male al Censis.

E non è solo la piazza italiana a ritrovare vita. I gilet jaunes francesi si trovano costretti a fare i turni con gli studenti per manifestare per le strade. Una programmazione sempre più difficile, poiché in piazza scendono a protestare anche altre categorie. Tutti contro Micron ed il potere dei suoi amici cialtroni di Bruxelles.

Scende in piazza la Spagna che in Andalusia vede il balzo in avanti della destra di Vox (una sorpresa per i media italiani notoriamente non informati), scende in piazza la Polonia non contro qualcuno ma per rivendicare l’orgoglio di essere polacchi e di essere liberi di decidere in casa propria.

D’altronde anche la manifestazione della Lega a Roma era per sostenere il cambiamento, non contro qualcuno. Ed è ancora più interessante questa partecipazione non di protesta ma di orgoglio. Come era interessante la manifestazione di Giachino e le madamine a favore della Tav (non importa che sia stata surclassata ieri dai No Tav).

È fondamentale la riappropriazione delle strade, delle piazze. Tra l’altro in modo pacifico e persino senza sporcare muri e vetrine.

Il popolo si riprende le piazze nonostante i tecnocrati, contro i tecnocrati che spingono per l’omologazione, per il pensiero unico obbligatorio. Piazze colorate che esprimono vitalità.

Anche rabbia, quando di fronte si ritrovano la repressione di Micron che schiera 90 mila agenti per far tacere la piazza. Ma ormai è lui che deve tacere. In attesa che tacciano anche Moscovici, Juncker, Dombrovskis.

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 352 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".