IL RE PINOCCHIO. DA FARUK A RENZI

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Dice che re Faruk, nel suo soggiorno italiano dopo che perse il regno, sia stato un amante del gioco d’azzardo. Memorabili le sue partite a poker alla Capannina di Forte dei Marmi dove una sera, di fronte ad un piatto di svariati milioni di allora, uno degli avversari accusò un full di assi. Faruk non si scompose, con un gran sorriso dichiarò di avere un poker di kappa. Faccia vedere, chiese l’avversario. Parola di re, rispose un imperturbabile Faruk che incassò la vincita non prima di aver rimescolato, velocemente, le sue carte nel mazzo. Corsi e ricorsi della storia, non so a voi ma personalmente ricorda Matteo Renzi. Pure re Faruk era un simpatico, affabile conversatore allietava i presenti tra una gag e l’altra, proprio come il Matteo fiorentino usa fare riempiendo tutti di fandonie. Iniziò con Enrico Letta, lo stai sereno Enrico si meritò un posto di diritto nel guiness dei primati dedicato ai bugiardi, proseguendo con i marò che stanno sempre in India, per poi promettere una visita agli aquilani mai avvenuta ad oggi. Cazzatelle da sponda d’Arno, d’altronde c’era da aspettarselo da chi iniziò la carriera politica con una furbata degna della banda Bassotti. Il guitto fiorentino, per chi non lo sapesse, quando ebbe la certezza di essere stato eletto a presidente della provincia modificò il suo contratto con l’azienda del babbo (la famigerata Chil Post, fallita ma capace di avere un finanziamento regionale post fallimento) contratto da collaboratore occasionale a dirigente di prima categoria, col risultato di far pagare a tutti noi i contributi previsti. Lo fece ridendo, un po’ come re Faruk quando incassò la vincita non dovuta. Parola di re, disse Farouk, parola di giullare pensò Matteo. Il dramma che le bugie continuano… Un paio di sabati fa, l’istat, dette un quadro impietoso del panorama italico: soglia di povertà altissima, chiusura delle imprese, fallimenti, suicidi, gente senza lavoro. Il lunedì, i Tg di mamma Rai, ribaltarono completamente i dati come se, la domenica precedente, gli italiani avessero tutti vinto al Superenalotto. Lo showman fiorentino va avanti per la sua strada continuando a distribuire le colpe ai suoi predecessori, qualcuno lo avverta che è passato più di un anno che siede a Palazzo Chigi. A fare selfie, qualche volta a twittare sul social, altre a proclamare che Biancaneve sposerà il Principe Azzurro. Altro non fa se non prenderci per il culo, questo gli riesce bene. Bisognerebbe ricordargli che tra meno di un mese aprirà i battenti l’Expo, dove già si prevede una figura di merda mondiale, resta da capire a chi darà la colpa il re fiorentino. Nel frattempo, il governo, sta cercando 38 miliardi per coprire le spese fino al 2015. Matteuccio ha già proclamato che non aumenterà le tasse, applausi da tutti noi, ne ha sparata un’altra delle sue. Al proposito, cosa disse Barca in quella telefonata estorta da La Zanzara di Cruciani, in merito a Renzi? Qualche volta mi diverte sbirciare le vecchie dichiarazioni del capo del governo, quand’era ancora sindaco di Firenze per intendersi, roba da primo premio al Mentitore d’Oro. Francamente di bugiardi ne ho conosciuti, Matteo Renzi batte tutti. Da sindaco ripeteva che svolgeva il lavoro più bello del mondo, salvo non finire il mandato piantando baracca e burattini scappando a Roma e lasciando la casa di cui godeva dell’affitto gratuito, eppoi: come non ricordare la Leopolda? Il grande rottamatore che non solo non ha rottamato ma addirittura ha privilegiato amici e parenti nei posti del comando italico. Ci sarebbe da ridere nel rivedere le gesta del fanfarone ma purtroppo, il tomo, gioca sulla pelle degli altri. Offendeva Berlusconi sul terremoto dell’Aquila quando, lui, non ha fatto una cippa al riguardo; dava ragione ai No TAV -hanno i loro diritti, esclamava gaudente, salvo poi inserirli nel dimenticatoio una volta giunto al potere; discreditava gli F35 ma all’arrivo di Obama non tardò a confermare il contratto; in Europa il suo credito è durato il tempo di aprire bocca, infatti nelle riunioni importanti nemmeno lo chiamano, come il caso Ucraina sta a dimostrare. Ma davvero, noi italiani, ci meritiamo uno così? Italietta da due soldi, hanno riformato le pensioni e quindi godremo del meritato riposo alla soglia dei settant’anni. Per chi ci arriverà, comunque sia si pagheremo 45 anni di contributi per usufruirne 10, massimo venti, di più non si campa. Ma Renzi, lo sa? Lo sa, per intanto accontentiamoci di un altro selfie. Succede pure questo in un Belpaese sempre più disgraziato nelle mani dell’ ultimo padrone.
Marco Vannucci

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