IL SILENZIO DI BERGOGLIO SULLA LAVORATRICE ITALIANA UCCISA

Respingere gli invasori, spiega il Papa, e’ un atto di guerra. Non perde occasione, il Pontefice, per pontificare sugli invasori e sui doveri degli italiani di impoverirsi per garantire hotel e wifi ai nuovi arrivati. Parla e parla. Poi, improvvisamente, diventa muto. Muto di fronte alla morte della lavoratrice  schiantata nei campi dove veniva sfruttata a 3 euro all’ora. Già, era italiana, impegnata in quei lavori che, secondo i coglioni buonisti e politicamente corretti, gli italiani non fanno più. Lei, invece, quel lavoro lo faceva, a 3 euro per poter battere la concorrenza dei nuovi schiavi portati in Italia con il sostegno del Papa ed i guadagni delle coop e della Caritas. E’ morta, la lavoratrice italiana, ma il Papa se ne frega. Se ne fregano vescovi e preti. Muto, il Pontefice che costruisce ponti per gli invasori e li distrugge per gli italiani, anche di fronte ai numerosi stupri commessi dagli invasori. Ai danni di ragazze italiane che, in quanto italiana, non meritano rispetto ne’ attenzione. Muto, il Papa, di fronte ai suicidi per disperazione economica. Che aumentano, anche sei media li nascondono,  come nascondono reati commessi dagli invasori. Per la nuova Chiesa esistono persone che hanno solo diritti, gli invasori, ed altre che hanno solo doveri, gli indigeni. Dovere di pagare le tasse per mantenere a far nulla gli invasori. Dovere di versare l’8 per mille alla Chiesa in modo che i preti possano soccorrere gli invasori. Dovere di rinunciare alle cure sanitarie perché l’Italia deve risparmiare i soldi da destinare alle cure degli invasori. Dovere di non far figli perché negli asili i posti sono riservati agli occupanti. Nel silenzio, colpevole più che fastidioso, di tutta la gerarchia della Chiesa. E chi si ostina, da destra, a difendere i comportamenti di Bergoglio illudendosi di una sua componente peronista, dovrebbe rileggersi i discorsi di Peron a difesa degli argentini, del popolo argentino, non di chi arriva e pretende tutto senza offrire nulla. I migranti italiani, dall’America a Marcinelle, non arrivavano in nuovi Paesi pretendendo hotel di lusso, cibo gratis e di proprio gradimento, soldi in regalo per le piccole spese. Andavano per lavorare, non per farsi mantenere.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 346 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

Commenta per primo

Lascia un commento