ITALIA SEMPRE PEGGIO, MA IL BURATTINAIO NON SE NE VA

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Ultimi tra i Paesi del G7. Ma solo perché si evita di prendere in considerazione gruppi più estesi. In tal caso saremmo ultimi non tra 7 ma tra 8, tra 10, tra 20. Ed i 100-200-100.000 giorni di governo del burattino non cambiano nulla. Il verso non è cambiato. L’unica cosa che è cambiata, in peggio, è la speranza di ripresa. L’effetto annuncio è fallito, la speranza si è trasformata in disillusione. E la disillusione è peggio di una stagnazione, perché chi aveva sperato e creduto nel burattino, oggi si ritrova a non saper più in chi credere ed in cosa sperare. Peggiorano i conti dello Stato, peggiorano le aspettative delle famiglie, peggiora la situazione delle imprese: davvero un grande risultato quello della banda del burattino e delle sue renzine. Ed ora persino i sempre quieti ed obbedienti vertici del mondo delle Camere di commercio cominciano ad infastidirsi. “Una riforma di pancia e non di cervello”, hanno definito la riforma Madia, una delle inutili renzine. Inutile? no, dannosa. Un’altra di quelle che punta sull’effetto annuncio ed ignora le conseguenze. Tagliare i fondi alle Camere di commercio. Bene, ma dopo? Da dove arriveranno i fondi ai confidi?

Da dove arriveranno i soldi per accompagnare decine di migliaia di aziende nelle missioni all’estero? Da dove arriveranno i soldi per la formazione di aspiranti imprenditori? Madia non l’ha detto, probabilmente perché non ne ha la più pallida idea. Lei si limita agli annunci, come il burattino. Agli aspetti concreti ci pensino gli altri e si arrangino. Eppure di interventi “di cervello e non di pancia” se ne sarebbero potuti fare. Intervenendo sugli sprechi, sulle consulenze affidate ai soliti amici incapaci, sulle inefficienze e sugli errori, sulle iniziative fotocopia nelle missioni all’estero. Razionalizzando la spesa, non tagliando a prescindere. Ma questo avrebbe comportato uno sforzo eccessivo per chi si limita agli annunci. Come quel Lupi che promette interventi a favore dell’acquisto di auto e poi se ne dimentica, assestando l’ennesimo colpo al settore, con automobilisti frenati nell’acquisto dall’attesa di incentivi che non ci sono. Ed ora con il via al balletto degli annunci sull’Iva: ritoccarla, non ritoccarla, toccare solo qualche prodotto. Tanto la domanda interna è crollata, è tornata ai minimi storici. I negozi chiudono ed i dipendenti vanno a casa. Ma i professionisti dell’annuncio questi particolari li ignorano.

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