La maggioranza degli italiani sta dalla parte di Putin. Salvini può approfittarne (e i sondaggi lo confermano)

I sondaggi sono solo indicazioni di massima, legate ad un preciso momento. Così ha poco valore l’ulteriore crescita della Lega dopo l’avvio dell’offensiva mediatica per il molto presunto scandalo Russia.

Perché i media di servizio non si erano ancora scatenati ed i sondaggi sono stati effettuati quando la Lega viveva un momento d’oro per la vicenda della nave dell’Ong che trasportava schiavi.

Quello che è probabilmente più significativo è il gradimento di Putin tra gli elettori dei diversi partiti. Con un plebiscito – riportato dall’Agi – tra i leghisti ed una sostanziale parità di consensi e dissensi nel Movimento 5 Stelle. Curiosamente più favorevole al leader russo, seppur di poco, rispetto alle sempre più striminzite truppe di Forza Botulino. Ma persino un quarto degli elettori del Pd apprezza Putin e non è chiaro se si tratta di nostalgici dell’Urss, di cattolici convinti che gli ortodossi siano fortunati ad esser lontani dal Vaticano e dal suo occupante, di elettori realmente di sinistra che non voterebbero mai per Lega e Movimento 5 Stelle ma che sognano un Pd sul modello russo.

In ogni caso la politica estera italiana, semmai il ministro uscisse dal letargo, dovrebbe tener conto di un sentimento nettamente maggioritario nelle due forze di governo. 

Nei prossimi giorni, invece, sarà possibile valutare se anche questa volta i media di servizio anti Salvini hanno fallito, come nel caso delle Ong. Oppure se la gestione della vicenda da parte leghista abbia offerto spiragli persino a chi ha perso ogni credibilità come informatore super partes. D’altronde il sito Usa che ha rilanciato la vicenda è noto come spacciatore di bufale e non stupisce che sia diventato una sorta di Bibbia per tg e quotidiani italiani in crisi.

Augusto Grandi
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Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".