La speculazione all’assalto del fallimento italiano

Quanto era buona l’Europa quando scatenava la speculazione contro l’Italia per far contento il signore del Quirinale ed eliminare Berlu. Quanto è cattiva l’Europa ora che avvia una speculazione contro le banche italiane mettendo  a rischio il regime del bugiardissimo. Che l’Italia non sia particolarmente amata dalla finanza internazionale non è certo una novità. Che abbia fatto poco per farsi rispettare e’ una realtà che dura da decenni. Il bugiardissimo ha pure ragione, quando sostiene che l’Italia non deve andare a Bruxelles o a Francoforte con il cappello in mano. Ma sbaglia completamente quando sogna di imporsi in Europa con i personaggetti di cui si circonda. Non basta far parte del giglio magico per essere credibili. Anzi, considerando la capacità distruttrice delle famiglie del bugiardissimo e della sua amichetta, essere un loro sodale rappresenta un pessimo segnale per il resto del mondo. E non basta il servilismo mediatico italiano per trasformare le zucche vuote in carrozze di Cenerentola. Ma i disastri provocati dalla banda del bugiardissimo cominciano ad emergere. A livello bancario, ma anche a livello industriale. Nonostante la repressione e la dis informazione, le proteste aumentano, si espandono. Manca una politica industriale, manca una politica turistica, manca una politica sociale. Non si può nascondere tutti i fallimenti dietro paginate e paginate sulle adozioni delle coppie omosessuali o sugli insulti tra allenatori di calcio. Si stanno drogando le assunzioni per ragioni meramente elettorali, ma quando gli incentivi finiranno i dati diventeranno subito meno positivi. E la paura che dilaga per le speculazioni in Borsa si allargherà anche a chi non ha titoli azionari. Non bastano gli atteggiamenti fastidiosi del bugiardissimo per nascondere una realtà che diventa sempre più preoccupante. Le amministrative di fine primavera impongono al premier di proseguire ancora con il bluff, approfittando dell’incapacità delle opposizioni che non riescono ad imporgli di far vedere le carte che ha in mano. Ma i disastri, il bugiardissimo, li provoca agli italiani, non alle opposizioni inette.

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 346 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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