LANDINI DALLA PARTE DEGLI SFRUTTATORI

Ma perché Susanna Camusso si spaventa così tanto per l’iniziativa di Maurizio Landini? Cosa la spaventa del Coordinamento sociale? Certo non una eventuale scalata di Landini alla segreteria della CGIL. Anzi, nel momento in cui il leader della Fiom si dedica di più agli aspetti politici e sociali, si occupa di meno delle gerarchie interne alla CGIL. E allora perché preoccuparsi? Per uno schiaffo al burattino portasfiga? Camusso ha paura delle vendette del presidente del Consiglio? #Susannastaiserena? Eppure l’iniziativa di Landini non pare una grande cosa. Bocciata dalla sinistra Pd che non lascerebbe lo strapuntino all’interno della Ditta neppure per sbaglio, priva di una vera portata di cambiamento, priva di una visione globale e priva pure di leader carismatici alla Tsipras. Già gli alleati che si è scelto Landini chiariscono la modesta prospettiva. Globalisti a tempo pieno, assolutamente impossibilitati a tutelare le fasce deboli perché troppo impregnati di politicamente corretto. Landini, che è persona intelligente e per nulla sprovveduta, sa benissimo che aumentando la platea di chi cerca lavoro si distruggono i diritti e le tutele dei lavoratori. Ma, in nome del politicamente corretto, continua a sostenere la politica degli sbarchi che aumenta a dismisura il numero di disperati, senza qualifica, alla ricerca di una occupazione. Rinunciando a diritti, a tutele, a salari dignitosi. E questo provoca una corsa al ribasso dei diritti e dei salari anche per gli italiani, compresi quelli che un lavoro c’è l’hanno già. I banditi che stanno alle spalle del burattino vogliono questo, vogliono masse di disperati. Ma su questo punto, che è il primo punto, Landini e compagni tacciono. Più disperati ci sono, meno diritti hanno. Facile facile. Ma non per i buonisti di comodo, al servizio degli sfruttatori. Certo, Landini e compagni hanno la fortuna di non avere a che fare con una informazione onesta e corretta, che spieghi agli schiavi attuali ed a quelli in divenire quali saranno le prospettive. Informazione di comodo. Ma, presto o tardi, anche gli sfruttati più idioti capiranno il giochino. Lo sporco giochino. E non basteranno i coordinamenti ad incanalare la sacrosanta rabbia.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 367 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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