L’attualità dei fatti del 30 luglio 1970 a Trento

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Trento, 30 luglio 1970. Andrea Mitolo, consigliere regionale del MSI e Gastone Del Piccolo, segretario CISNAL, furono sequestrati, malmenati e fatti sfilare da Spini di Gardolo alle vie del centro alla testa di un corteo di operai IGNIS e studenti universitari ben muniti di bandiere rosse ed altra sinistra simbologia. Per sette ore i protagonisti furono vittime di atroci torture e violenze. Gli antifascisti scortati dai vigili urbani in motocicletta, da Spini di Gardolo a Trento fecero subire agli esponenti del Movimento Sociale Italiano qualsiasi tipo di violenza, una violenza che durò per circa sette ore. Lo Stato in quelle tragiche ore si era arreso alle forze dell’eversione, ma con ritardo, dopo qualche giornata si fece sentire con la rimozione di questore, comandante dei carabinieri e commissario del governo, decisa dall’allora ministro degli interni il palermitano Restivo.

Questo è l’antifascismo perchè in quel corteo, a sostegno e incitando gli antifascisti, vi erano personalità ancora oggi legate al mondo dell’ANPI in Trentino, persone che si professano partigiani anche se non hanno alcun requisito per essere tali. Ci sono, si muovono liberamente e non accennano alcuna vergogna su quello a cui hanno assistito.
Quanto avvenuto esprime l’umus di cultura del partito democratico, un qualcosa che non vi era stato in Trentino durante il regime fascista. Negli anni ’70 la violenza antifascista si impose in una tranquilla città come era Trento ospitando brigatisti poi tristemente conosciuti sulle pagine di cronaca nera. Vi è ancora una certa attualità dei fatti avvenuti il 30 luglio 1970: i responsabili di tali violenze ancora influenzano la politica locale, i principali gruppi di antifascisti si vantano ancora di quell’ignobile gesto e sperano di poter imitare le gesta dei loro padri semmai con qualche esponente di CasaPound, principale organizzazione giovanile di Destra a oggi presente sul territorio.
Si ricorda di nuovo cosa subirono i martiri: mentre Mitolo e Del Piccolo, vennero circondati, sequestrati e portati alla gogna e liberati, dopo sette ore, da una carica del battaglione mobile di Padova, giunto a Trento per l’occasione. Andrea Mitolo subì il calvario con la frattura dell’omero.

Un solo augurio: mai più un 30 luglio 1970 a Trento.