L’Audi gialla: il trionfo della sicurezza

Che si tratti del terrorista Salah o dei criminali dell’Audi gialla, le polizie di tutta Europa non fanno una grande figura. Tutte efficientissime quando si tratta di affibbiare una multa per divieto di sosta ad un cittadino regolare del proprio Paese. Tutte in difficoltà quando si tratta di fermare criminali veri. E non è consolante che l’Italia sia in buona compagnia, visti i fallimenti francesi o del Belgio. In Italia gli esempi sono ormai troppi per essere ricordati. Solo negli ultimi giorni si sono viste le forze dell’ordine messe in fuga dalla rivolta dei campi di zingari dove si erano rifugiati dei criminali a cui veniva data la caccia. Un clima di lassismo che, ogni tanto, viene meno quando si tratta di prendersela con ragazzini politicamente scorretti. Allora tutti agili e scattanti per garantire la legalità. In caso contrario, appena si profila un viso straniero e, dunque, una possibile difesa d’ufficio da parte della feccia politicamente corretta, tutto si blocca, tutto si inceppa. Non bastano le telecamere che, in Francia, riprendono Salah nei suoi vari travestimenti. Sono mesi che la caccia al terrorista, isolato, non porta al benché minimo risultato. E in Italia 3 delinquenti vengono intercettati due volte dai posti di blocco ma li superano senza problemi perché, ovviamente, le forze dell’ordine sparano in area per intimidirli e loro, guarda caso, non si intimidiscono e se ne vanno. D’altronde se avessero sparato contro l’auto colpendo i banditi, magari stranieri, cosa sarebbe successo? Interviste dei dis informatori di professione alle famiglie delle vittime (i banditi, non i derubati, ovviamente), pianti dei politicamente corretti, indignazione della Boldrine, qualche capo d’accusa contro il criminale (l’agente che ha sparato, mica i ladri). E allora meglio sparare in aria, lasciando che l’auto se ne vada indisturbata. In attesa di una resa dei banditi, sperando che si consegnino spontaneamente in compagnia di un avvocato che ne garantisca l’immediata scarcerazione.

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 384 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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