LEGA DELLE LIBERTA’? UN INCUBO PIU’ CHE UNA ILLUSIONE

Mario Giordano, essendo un tifoso del Toro, e’ sicuramente una brava persona ed è abituato alla generosità, ai regali senza un secondo fine. Però la sua idea di una Lega delle Liberta’ per compattare il centrodestra va decisamente oltre ogni generosità immaginabile. Innanzi tutto perché il centrodestra – inteso come mondo politico che si estende da Lega e Fdi sino a Ncd e magari sino alla novità di Italia Unica – e’ morto e sepolto, se mai sia esistito davvero. E poi perché non ha alcun senso riproporlo. Già l’idea di un rassemblement dei moderati e’ farlocca. Chi si schiera con Salvini o con Fdi non è moderato: e’ profondamente arrabbiato, indignato, stufo. Stufo di questa porcata di un’austerità distruttiva, imposta da euro deficienti ed euro criminali. Stufo di un Berlu senza alcuna dignità, che ha svenduto il suo partito di plastica per ottenere vantaggi giudiziari e per le sue aziende. Si faccia un nuovo movimento, delle 3 M: Movimento Mediaset Mondadori. Ma lasci stare la politica. Chi vota a destra e’ stufo di Berlu e delle sue ipocrisie, e’ stufo della sua corte che è servita solo a far rimpiangere i nani e le ballerine di Craxi; e’ stufo delle donnine rifatte, paracadutate in ogni parte d’Italia per garantire a loro un seggio ed agli elettori una fregatura. E’ stufo dei giochetti ignobili di Gianni Letta, degli accordicchi, delle giravolte, dei tradimenti in politica estera. Su quali basi questo popolo di destra potrebbe accettare una Lega delle Libertà con i Capezzone, con la Pascale trasformata in eminenza grigia di Berlu, con la Ravetto? La risposta potrebbe essere un’altra domanda: come può questo popolo accettare Aledanno, la Gancia, il Trota? Appunto, non può. E non può neppure sperare che sia sempre la magistratura ad eliminare personaggi ormai impresentabili. Se poi si amplia il discorso delle alleanze, la situazione peggiora pure. Come rimettere insieme un popolo di destra con i sostenitori di Alfano? Con i Quagliariello (magari Giordano si è confuso con Quagliarella), con Schifani? E tutto questo per contrastare Renzi, ossia il figlioccio politico di Berlu? Per ritrovarsi con le donnine di plastica di Berlu, allora è meglio affidarsi alla Boschi. Ci si guadagna sul piano estetico e non ci si perde su quello intellettuale.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 352 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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