Libertà di parola per Erri De Luca, non per Cimmino

Tutti entusiasti per l’assoluzione di Erri De Luca. La libertà di pensiero e di parola ha trionfato. E vai con la retorica, con i dotti discorsi sulla libertà di espressione da garantire a chiunque, a prescindere dalle idee professate. Che meraviglia! Basterebbe credere che questa sia la realtà e non soltanto l’ennesima truffa. Perché lo stesso mancato martire De Luca, nelle interviste rilasciate dopo la sua assoluzione, chiarisce che il verdetto era doveroso ma che la libertà di parola e di espressione non vale per tutti. Per lui si’, per i suoi avversari no. Coerenza del mancato martire. Tanto i suoi nemici, oltre a non aver diritto di parola, non hanno neppure la possibilità di farsi riconoscere come martiri. E quello del prode Erri non è un caso isolato. A Bergamo, città guidata dall’imprenditore ed ex divo della tv Giorgio Gori, si vieta la partecipazione ad ogni iniziativa storico culturale relativa alla Prima guerra mondiale all’unico vero studioso cittadino del conflitto. Motivo: non è politicamente corretto. E gli studi sull’argomento? Le pubblicazioni d prestigio? I riconoscimenti ottenuti ovunque? Non contano nulla, sono irrilevanti. Anzi, un poco fastidiosi. Perché  non si può accettare che il maggior esperto cittadino sia politicamente scorretto e vada a confrontarsi con chi è meno preparato di lui ma, in compenso, e’ sostenuto dai soliti noti. Ma non erano tutti Charlie? Non eran sempre tutti pronti a riempirsi la bocca con Voltaire e con l’immancabile citazione “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”? Beh, insomma, mica tutte le idee. Solo le loro. Con qualche leggera sfumatura, ma nulla di più e di più diverso. Le vestali della democrazia trasformate in lerci inquisitori. D’altronde controllano la dis informazione. E allora il prof Cimmino, bergamasco, può andare a parlare della prima guerra mondiale in tour per l’Italia o per l’Europa. Ma a Bergamo no, non è gradito. Strano che nessuno dei noti intellettuali italiani abbia firmato un manifesto in difesa della libertà di pensiero e di parola, o abbia iniziato uno sciopero della fame.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 346 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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