LO STATO PUNISCE CHI AIUTA GLI ALTRI

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La vicenda del bimbo siciliano strangolato pare sia stata risolta con l’arresto della madre. Il mostro e’ in prima pagina ed i media son contenti. Soprattutto perché il massacro mediatico della possibile assassina ha fatto dimenticare l’ignobile livello giornalistico che ha accompagnato le prime fasi dell’indagine. Invece val la pena di ricordare le stupide domande retoriche che hanno accompagnato il ritrovamento del piccolo da parte di un cacciatore. “Come faceva, il cacciatore, ad immaginare che il bambino fosse proprio li’?”. Nessuna accusa diretta, ovviamente. Meglio evitare querele. Ma il dubbio veniva insinuato. Il bimbo era sicuramente stato violentato (falso), dunque l’assassino era per forza un uomo. E, guarda caso, il cacciatore e’ un uomo. Non importava a nessuno che il poveruomo avesse un alibi a prova di bomba, che fosse in un altro paese al momento della scomparsa del piccolo.

Doveva essere coinvolto, in qualche modo. Bisognava far convergere su di lui i sospetti, le insinuazioni, i dubbi. E quando è stato iscritto sul registro degli indagati, i media hanno gongolato: il cerchio si stringeva. Poi le indagini han preso un’altra direzione ed allora è stato meglio far dimenticare la gogna mediatica precedente. Giornalismo spazzatura, ma non solo. Perché il cacciatore, colpevole solo di essersi messo ad aiutare nelle ricerche, si è ritrovato indagato, costretto a pagare un avvocato, con l’auto sequestrata per farla analizzare. In questo caso la colpa non è degli inquirenti, ma del legislatore cialtrone. Un legislatore che dimostra il disprezzo verso i sudditi, che evidenzia come lo Stato sia in guerra contro il popolo schiavo. I magistrati hanno compiuto atti dovuti, la ricerca della verità e del colpevole comporta anche il sequestro dell’auto e l’iscrizione tra gli indagati. Va bene. Ma perché, una volta dimostrato che questo signore era del tutto estraneo alla vicenda, non viene rimborsato? Perché deve pagare lui l’avvocato? Perché non viene risarcito per il sequestro dell’auto? Queste sono le conseguenze per aver aiutato nelle ricerche, per aver collaborato, per essersi messo a disposizione.

La prossima volta quanta gente avrà ancora voglia di impegnarsi, sapendo che rischia di pagare a caro prezzo ogni aiuto? E’ inutile che i rappresentanti dello Stato si lamentino sempre dell’omertà, della scarsa collaborazione dei cittadini, quando è proprio questo Stato a punire i cittadini che collaborano. E’ scomparso un bambino? Lo cerchino carabinieri e poliziotti. Una ragazzina viene stuprata? Una anziana viene scippata? Meglio far finta di nulla. Anche una telefonata per chiedere aiuto può trasformarsi in costi, problemi, perdite di tempo. Forse è proprio quello che vuole questo Stato: cittadini indifferenti ed isolati, perché l’unione fa la forza e la forza di un popolo e’ sempre pericolosa.

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