I MORTI DI PARIGI NON NASCONDONO LA CRISI ITALIANA

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Non si può continuare a nascondere la drammatica situazione economica italiana dietro ai morti di Parigi, dietro alle follie criminali di Parigi in Libia e Siria, dietro ai massacri di civili compiuti dagli americani per i soliti “errori” (50 morti, con donne e bambini, per un bombardamento errato a fine dicembre in Siria). Però si può nascondere tutto dietro le bugie di Padoan. Le solite bugie, ma aggiornate trimestralmente. La ripresa? E’ già qui, dietro l’angolo. Quante volte l’ha già detto e promesso? Non importa: Paganini non ripeteva, Padoan si’. E poi non è mica colpa sua se il premier e’     un burattino portasfiga. Stavolta, però, ci siamo. Stiamo uscendo dal tunnel. Con il record di disoccupati e con nuovi record di debito pubblico. Ma sono sintomi della ripresa. Così come lo shopping selvaggio di imprenditori in arrivo da ogni Paese. Aziende italiane, dall’alimentare al meccanico, dal tessile all’energetico, in offerta promozionale continua. E gli stranieri, che sanno fare impresa, comprano mentre gli italiani vendono. Prima c’erano solo acquirenti statunitensi, tedeschi, francesi, al massimo inglesi. Poi sono arrivati i russi, gli indiani, gli israeliani, i turchi, i giapponesi, i cinesi. Ed ora messicani, algerini, marocchini. Gli italiani fuggono in Albania per trovare un lavoro in una tv, in Cina per fare gli ingegneri non sottopagati, negli Emirati per occuparsi di turismo, in Africa per commerciare. Ma Padoan assicura che la crisi e’ finita. E il burattino portasfiga annuncia una riforma della scuola ma si dimentica di rispondere al professore – candidato ad una sorta di Nobel per l’insegnamento – che chiede aumenti di stipendio per la categoria. Così come i renziani sul territorio annunciano tagli alla sanità e si ritrovano con infermieri che rischiano di morire dopo turni di 12 ore al pronto soccorso. Rischi per chi lavora, ma anche per i malati assistiti da personale distrutto. Sono i volti dell’Italia nella fase della ripresa, secondo Padoan. Sono i volti di un’Italia allo sfascio, secondo i poveri cristi massacrati dalle tasse che tanto piacciono alla Bce

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