MORTI E DISASTRI, NON PER IL MALTEMPO MA PER I TAGLI

La pioggia e il maltempo di novembre non è certo una sorpresa. Le mezze stagioni ci sono ancora e sono pure piovose. Quello che è cambiato e’ l’effetto che accompagna queste piogge. Disastri ovunque, al mare ed in montagna, in collina ed ai laghi, in campagna ed in città. Nei territori amministrati dalla sinistra del burattino ed in quelli che hanno come amministratori i berluscones, guidati dalla sinistra ambientalista o da qualche forma di destra. Piove, governo ladro. Non si va mai al di la’ del solito slogan. Ed  è vero che gli ultimi governi, in nome dei tagli voluti dall’Europa, hanno ignorato i problemi dei territori. Ma il problema risale a molto tempo prima. Si sono cementificate le coste della Liguria per speculare sul boom economico, si sono spogliate le montagne per avere a disposizione manodopera in abbondanza ed a basso costo. Si sono cancellati i prati nelle città per far contenti gli speculatori edili ed i loro sodali politici, si sono tombati i fiumi. Ed ora, inevitabilmente, si pagano gli errori commessi. Perché il cemento assorbe meno l’acqua rispetto al terreno, perché sulla montagna abbandonata crescono i boschi ma spariscono le canalizzazioni per l’acqua. In nome del risparmio si pensava che l’idea vincente fosse quella di chiudere le scuole di montagna, togliere i servizi, eliminare la popolazione e mandare ogni tanto 4 forestali a sistemare il territorio. Non è andata così. Ed i costi che si pagano per i danni della mancata manutenzione, sono immensamente superiori a quelli che sarebbero serviti per favorire la sopravvivenza delle popolazioni nei paesini più sperduti e, proprio per questo, più utili per la salvaguardia dell’ambiente. Le lezioni, però, non servono. Si continua a sbagliare in nome del risparmio. E il governo dei burattini concede cifre irrisorie per pagare i danni. Con ulteriori abbandoni, ulteriori disastri, altri morti, altre economie distrutte. Non basterà, per salvarci, un sorriso della renzina di turno.

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 352 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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