Nessuno tocchi lo straniero onesto a Trento

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Non è questo quello che si vuol vedere in una società civile. Sono il primo a criticare l’assurdità dell’invasione che ogni giorno avviene sulle coste italiane, ma non si può avere un atteggiamento discriminatorio nei confronti di chi, in silenzio e nel rispetto della legge, vive e lavora in Italia da 23 anni, ha 4 figlie, tre delle quali nate in Italia, e una mattina del 2017 si sveglia e trova la scritta “DASPO” sull’insegna del tuo negozio.

È successo ieri mattina a Belhassen, calzolaio tunisino di Vicolo della Seconda Androna a Trento, colpevole di essere un calzolaio straniero per qualche persona che non è ancora abbastanza intelligente per capire le differenze tra chi viene in Italia per lavorare e chi viene da noi solamente per beneficiare di vitto e alloggio gratuiti.

Ad essere colpiti anche un negozio che vende kebab, ma altre scritte simili sono state notate anche in via Travai, nelle vicinanze del Punto d’Incontro.

Il volto del calzolaio sconsolato, quasi rassegnato, ha risposto ad ogni ulteriore domanda. Un episodio che conferma la voglia sempre maggiore di screditare e umiliare chi è diverso, grazie anche alla politica peggiore che continua a soffiare sull’odio e sulla paura per tornaconto elettorale senza guardare in faccia a chi lavora con onestà e sopratutto nel rispetto delle nostre leggi e usi.

Noi dobbiamo essere al fianco di persone come Belhassen, persone che sono un esempio per la comunità straniera, alla pari di tante altre, che lavorano onestamente in Italia e svolgono svariate attività imprenditoriali. Non ci sono giustificazioni per chi non capisce questo concetto.