“OCCUPARE LE FABBRICHE”: IL BOOMERANG DI LANDINI, L’IRRILEVANZA UGL

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“Siamo pronti anche ad occupare le fabbriche”, tuona Landini, lider maximo della Fiom. Ma nessuno gli crede. D’altronde da quanti anni il sindacato non occupa più una fabbrica che abbia un’immagine nazionale? Da quanti anni la sinistra ha cancellato ogni illusione di ribellione? Son trascorsi ormai quasi 50 anni da quando il compagno cantante intonava “cosa vuoi di più compagno per capire che è suonata l’ora del fucile?”. E già allora i compagnucci della parrocchietta han finto di non capire che la canzone era un invito all’insurrezione armata e non alle vigliaccate in stile gappista con agguati con la Skorpion contro ragazzini disarmati. L’ultima chance, non sfruttata, il sindacato ed il partito (il Pci, ovviamente) l’hanno avuta nell’80, quando Berlinguer e la Cgil non andarono oltre alle parole per una eventuale occupazione della Fiat. Poi basta. E la Cgil, da cinghia di trasmissione del partito (sempre il Pci) si è trasformata nell’unica opposizione al partito (il Pd). Ma un’opposizione fatta solo di chiacchiere. Il povero Landini ha delle attenuanti, molte attenuanti. Non c’è più l’unità sindacale, la Triplice è morta e sepolta. Cisl e Uil si sono trasformate non nella cinghia di trasmissione del Pd burattino ma in squallidi passacarte che firmano qualsiasi vaccata venga imposta dall’alto, dal burattino e dai poteri forti che non esistono ma che lo comandano lo stesso. Landini è solo con la sua Fiom. Anche la Cgil, tra proclami battaglieri e comportamenti da pecora, non è più una garanzia. Ci sarebbe spazio, molto spazio, per quello che un tempo veniva definito come “sindacato nazionale”. La Cisnal trasformata in Ugl. Per trasformarsi ulteriormente nel sindacato “giallo” della Fiat-Fca, in concorrenza con la Fismic per servire meglio Marpionne. Troppo impegnata, l’Ugl, a risolvere squallide vicende interne legate alla cassa per trovare il tempo di occuparsi anche dei lavoratori. Più facile stilare comunicati osannanti di fronte ad ogni flatulenza di Marpionne. Pronti persino ad entusiasmarsi di fronte al nulla cosmico di “padrone John” Elkann. Perdendo l’occasione storica di conquistare un ruolo da protagonista. Il mondo del lavoro non ha bisogno, in questa fase, di proclami e minacce senza seguito. Perché la Fiom non ha la forza di occupare le fabbriche e l’annuncio di Landini si trasformerà nel boomerang che sancirà l’irrilevanza del sindacato. Il mondo del lavoro avrebbe bisogno di idee, di analisi, di proposte, di far conoscere le alternative possibili alla macelleria sociale del burattino. Ma l’Ugl deve pensare ai giochini interni per il sottopotere del sottoscala. Vietato pensare, vietato studiare, vietato proporre.

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