LA PADANIA AFFOSSATA DA CHI SI LAMENTA MA NON PAGA

Dopo l’Unita’ ed Europa, anche la Padania chiude. E aveva chiuso anche il Secolo d’Italia. E pure Linea. I giornali di partito non riescono a sopravvivere. Certo, i tagli dei finanziamenti all’editoria sono stati determinanti, ma il vero problema e’ che mancavano i lettori. Non ha senso mantenere – a spese pubbliche – giornali che non si leggono. Perché il pluralismo e’ una gran bella cosa, ma non significa limitarsi a pubblicare tesi diverse: occorrerebbe che qualcuno le leggesse, queste tesi. Non era più così. In alcuni casi la responsabilità era dei partiti che investivano poco. La stessa situazione che caratterizza buona parte dell’imprenditoria italiana: si preferiscono i tagli agli investimenti e poi ci si stupisce se la qualità crolla ed i clienti fuggono. Ma nel caso dei giornali esiste anche una grande, grandissima responsabilità degli elettori. Che si lamentano, protestano, si indignano, ma poi evitano accuratamente di metter mano al portafoglio per tirar fuori 1 euro o 1 euro e qualcosa per acquistare un quotidiano che spieghi il perché ed il percome di certe scelte, di certe posizioni. Che spieghi le porcate di un governo che gode dell’appoggio dei grandi media al servizio dei poteri forti. I. O compagni dell’ex Pci non compravano più l’Unita’, ma i banchieri e gli industriali che appoggiano il burattino han tirato fuori mille euro a cranio per il privilegio di cenare con lui ed entrare a far parte della sua corte. Legittimo, certo. D’altronde il burattino li sta ripagando con misure che massacrano il ceto medio e quello medio basso, pur di favorire i poteri forti e fortissimi. Ma ha il diritto di indignarsi chi non vuole spendere 1 euro per un’informazione alternativa? Per sostenere un partito, un movimento, una qualsiasi iniziativa alternativa? Si disertano i convegni perché fa freddo o perché c’è la partita in Tv. “Tanto non cambia nulla, tanto son tutti uguali”. Liberi di pensarlo. Ma allora perché protestare spiegando cosa dovrebbero fare gli altri per cambiare la situazione?

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 344 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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