PERSINO HOLLANDE E’ MEGLIO DEL BURATTINO

Persino il lapin Hollande ha trovato il coraggio di rifiutare i diktat della sempre più perniciosa Merkel. Che ha replicato ordinando al presidente francese, e chiaramamente anche al burattino toscano, di fare più compiti a casa. Ossia gli stessi ordini impartiti all’epoca del grigiocrate Monti. I risultati si son visti: più austerità ha significato più crisi, più disoccupazione, più suicidi per ragioni economiche, più disperazione, più emigrazione. Lo stesso fallimento ottenuto dai cialtroni del Fmi e della Banca Mondiale in occasione del default dell’Argentina prima di Nestor Kirchner. Non è bastato quel fallimento? Non sono bastati i fallimenti che hanno caratterizzato le politiche imposte dal Fmi in mezzo mondo? Macché. Questi cialtroni ignoranti hanno una sola idea, sbagliata ed una sola.

Dunque la ricetta, per loro, è sempre la stessa: più austerità e più povertà per garantire la crescita del grande capitale e dei grandi speculatori. Quanto agli ordini impartiti da Merkel a Parigi (a che titolo?), è evidente che la Francia non li ascolterà. E non perché lo scialbo Hollande si sia trasformato in Giovanna d’Arco, ma semplicemente perché il presidente transalpino si è circondato di incapaci. Che non sono in grado di avviare una trasformazione efficace, ed efficiente, dell’Esagono ormai esangue. A qualcuno ricorda la videnda del burattino toscano e delle cameriere renzine? Stessa incompetenza? Parigi, in questi anni, è riuscita a far peggio di Roma.

Ma, a differenza di Roma, ha mascherato la crisi profonda e strutturale (umana e culturale, prima ancora che economica) con il ricorso ad una grandeur scomparsa ma immancabilmente riproposta. Tanta panna montata per nascondere la muffa di un sistema bloccato, impaurito, privo di slanci. Parigi non è più la capitale europea della cultura. Hugo ha lasciato il posto ai pappagalli del politicamente corretto; nessuna tensione sociale se non quella imposta dai numi tutelari dell’immigrazione senza limiti, nessuna avanguardia artistica se non quella di chi sporca i muri con la propria firma. Un esempio perfetto per il burattino italiano. O per il sindaco di Roma incapace di fronteggiare un temporale. Ma come tutti i vigliacchi, quando si è ritrovato con le spalle al muro Hollande ha detto di no. Non poteva fare altro e ha finto di avere coraggio. Anche se era solo disperazione. Il burattino, invece, finge di fare il bullo ed obbedisce. A quei padroni che sostiene di non avere. Ma che gli danno ordini che lui, puntualmente, esegue. Fingendo che si tratti di idee sue.

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 344 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

Commenta per primo

Lascia un commento