QUALE SQUADRA PER SALVINI?

Povero Berlu: si lancia in un’ardita metafora calcistica e nessuno lo capisce. Anzi, si ritrova con l’aspirante allenatrice Ravetto che spiega che la strategia e’ prematura “perché non siamo al 90* minuto”.  Un genio, e poi ci si chiede perché si perdono le partite. Con decisioni a fine gara, e’ difficile vincere. Ma è tutta l’impostazione a non funzionare. Berlu sostiene che Salvini sarebbe un grande bomber, ma gli servirebbe una squadra. Composta da chi? Da Berlu in regia, ovvio. E poi? Pascale in porta? Ravetto all’ala? Verdini stopper e Rossi in mediana? E di questa gente, cosa dovrebbe farsene Salvini? Farsi dettare una linea politica a sostegno del burattino come fa Forza Italia? Si son visti i brillanti risultati. La Lega cresce perché fa esattamente l’opposto di quanto fa il cerchio magico intorno a Berlu. E non a caso il giornale della famiglia Berlu ha subito attaccato la Lega, ipotizzando finanziamenti russi. Forse è un problema di gelosia. I rapporti con Putin andavano bene quando li teneva Berlu. Vanno malissimo se li viene la Lega. Squallido sciacallaggio che rende difficili alleanze ed accordi. Poi, indubbiamente, Feltri ha ragione quando sostiene che Salvini e la Lega continuano ad avere difficoltà a sud della Linea Gotica. E che, quindi, serve un’alleanza più vasta. Ma con chi? Con quelli che sostengono il burattino? Che hanno come unico obiettivo la salvaguardia di Mediaset? Che si occupano solo dei processi del capo e, in cambio, son pronti a votare qualsiasi provvedimento affossaItalia? D’accordo, Salvini non ha ancora una squadra in grado di governare. Ma una squadra vincente e competente non può essere quella con Pascale, Rossi, Verdini, Ravetto etc. Meglio crearla dal nulla, piuttosto di affidarsi a questa gente. Perché il burattino si è affidato ad incompetenti allo sbaraglio, ma solo perché le strategie le decidono altri, da Serra ai finanzieri vari, sino al Farinetti di turno. E allora si può anche mettere la Boschi a ripetere la lezione imparata a memoria. Almeno la Boschi non avrebbe mai detto che le strategie si decidono dopo la partita..

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 346 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

Commenta per primo

Lascia un commento