QUELLI CHE LE COSE LE SANNO, E NON PIACCIONO A NESSUNO

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“Matteo, devi anche pensare a quelli che le cose le sanno”. Uomo di rara antipatia, Massimo D’Alema. Ma indubbiamente anche uomo di rara intelligenza all’interno di una sinistra che si è fatta abbagliare dal burattino che dice di non aver padroni ma è agli ordini di David Serra, della City e di qualunque potere forte straniero (compreso lo svizzero-americano Marpionne). “Quelli che le cose le sanno”, appunto. D’Alema si riferiva alle teorie di un premio Nobel per l’economia raffrontate al nulla cosmico del burattino e della sua banda di renzine e sciocchi adoratori. Certo, D’Alema ha governato e non ha combinato granché, tanto per essere gentili. Ma tra il non combinar nulla e il provocare disastri, forse è meglio star fermi. Ma il burattino ha fretta.

Deve dimostrare ai suoi padroni, quelli che dice di non avere, che lui è in grado di fare le riforme che loro gli hanno ordinato. Peccato che i suoi padroni siano i responsabili della crisi non solo italiana ed europea ma pure di quella mondiale. Le teorie bizzarre e criminali del Fmi sono sempre le stesse e gli effetti pure: disoccupazione, crisi, tensioni internazionali. I padroni ordinano le sanzioni contro la Russia, il burattino esegue ed i suoi giornalisti di servizio gongolano di fronte alle difficoltà di bilancio di Putin. Poi fingono indifferenza sull’aumento del prezzo del gas in Italia, sulla crisi dei produttori agricoli italiani che non hanno più il mercato russo, sulla disoccupazione ulteriore che deriverà dalle mancate esportazioni delle nostre industrie manifatturiere.

Ed anche sull’aumento delle tasse per pagare gli indennizzi agli agricoltori penalizzati dalla stupidità delle sanzioni. E dov’è finita la ripresa annunciata, promessa, garantita da pinocchio Padoan? Rinviata a data da destinarsi, ma i padroni che non esistono vogliono così. Un mondo a loro immagine e somiglianza. Dove le tv, pubbliche e private, dedicano giornate intere di trasmissioni al matrimonio di un attore americano. Dove Venezia è costretta a fermarsi per questo matrimonio, dove la polizia, pagata con le tasse nostre, fa la scorta a questo attore. Un mondo per ricchi e potenti, quelli che vanno a letto con bambine trasformate in puttane e se la cavano con un patteggiamento che comporta una multa di ben mille euro. Poco più di una prestazione sessuale delle stesse bambine. Tanto per chiarire cosa sia la giustizia italiana. Già, forse “quelli che le cose le sanno” si sarebbero comportati in altro modo. Ma non piacciono al burattino. E non piacciono neppure ai sedicenti avversari del burattino.

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