L’errore l’hanno compiuto i transfughi della destra approdati alla corte di Renzi. Convinti, da ottusi quali erano, che il film di Guzzanti “Fascisti su Marte” fosse un documentario, l’hanno proposto al premier che si è subito entusiasmato. Se Berlusconi aveva proposto il ponte sullo Stretto, il Duce aveva mandato una spedizione su Marte. Dunque lui, il bugiardissimo, sarebbe andato oltre e avrebbe colonizzato il Pianeta Rosso. Alla faccia di D’Alema e Bersani che, di rosso, ormai hanno solo il vino. La conquista di Marte, ha assicurato il bugiardissimo, consentirà la creazione di 8 milioni di posti di lavoro.

E manderemo i cervelli in fuga sul pianeta conquistato, liberando posti in Italia per le nuove opportunità in arrivo da ognidove. Insieme a Farinetti apriremo Eataly per rispondere alle esigenze dei marziani. E saranno marziani anche i commessi, così non ci saranno proteste sugli stipendi sempre più bassi. Ma, in vista del referendum, le iniziative possono anche moltiplicarsi. Perché limitarsi solo alla colonizzazione di Marte? Qualcuno deve aver raccontato al bugiardissimo il riassunto di Ventimila leghe sotto i mari. E dopo un primo momento di panico, quando il bugiardissimo ha temuto una moltiplicazione per 20mila della lega di Salvini, la decisione irrevocabile è stata presa: l’Italia colonizzerà anche il fondo degli Oceani e scaverà nel profondo per arrivare ad Atlantide. Creando, ovviamente, 10milioni di nuovi posti di lavoro. Tra l’altro la colonizzazione di Atlantide consentirà di risolvere il problema dei pensionati.

Basta con le fughe verso Formentera, verso il Portogallo o la Bulgaria alla ricerca di Paesi dove si possa vivere con la pensione italiana. Gli anziani saranno deportati ad Atlantide. Ah no, non deportati: saranno graziosamente spediti in vacanza permanente nel Paese al centro della Terra. Perché, signori miei, la nuova Italia deve correre veloce e non ha tempo né spazio per i vecchi. Ci sarebbe da risolvere un piccolo problema, ma è solo un aspetto marginale ingigantito ad arte dai soliti gufi: dove trovare i soldi. Intanto si procede con le promesse per vincere il referendum, poi se i soldi non ci sono si può sempre dare la colpa alla Merkel, alla Raggi o al destino cinico e baro. D’altronde se non si riempie la testa degli italioti con promesse a vanvera, si rischia che il popolo bue si accorga che i soldi per accogliere le grandi risorse sono finiti. E che la richiesta all’Europa non è quella di avere più soldi, ma di poter spendere più soldi rubati dalle tasche degli italiani per foraggiare i compagnucci della parrocchietta che campano solo sull’immigrazione perché un lavoro vero non l’hanno mai fatto.