Se un generale italiano accusa i ribelli siriani per i gas..

Leonardo Tricarico, generale già capo di stato maggiore dell’aeronautica militare, imbarazza i media di servizio. Anzi, li imbarazzerebbe se gli dedicassero un po’ di spazio. Invece, dopo una infelice comparsata in una trasmissione de La 7, Tricarico è tornato nell’ombra. Ma perché infelice comparsata? Perché il generale ha detto ciò che tutti sanno benissimo a proposito della Siria ma che i media di servizio evitano accuratamente di raccontare. E cioè che Assad non ha mai, ma proprio mai utilizzato i gas o fatto ricorso ad armi chimiche di qualsiasi natura. Il generale ha infatti chiarito che ogni volta si è trattato di fake news create appositamente dai ribelli quando erano sul punto di essere sconfitti. Con l’obiettivo, raggiunto, di far intervenire forze esterne per colpire Assad. E per raggiungere questo obiettivo non si sono fatti scrupolo di ammazzare un po’ di civili, bambini compresi, per impietosire quella parte di opinione pubblica che combatte il terrorismo interno con i gessetti colorati ma poi sogna che gli americani sgancino una bomba atomica su quelli che lottano davvero contro i terroristi. Accuse gravissime, quelle del generale dell’aeronautica italiana.

Ed anche documentate. Dunque da censurare, da ignorare, da dimenticare. Mentre bisogna esaltare la farsa dei fallimentari bombardamenti missilistici contro depositi siriani di inesistenti armi chimiche. Non si sono viste nuvole tossiche alzarsi dalle macerie dopo i bombardamenti e allora i media di servizio si sono inventati un trasferimento delle armi dopo che gli Usa avevano fornito indicazioni sugli obiettivi da colpire. Quindi, secondo le ricostruzioni per lettori o telespettatori idioti, Trump avrebbe spedito le navi insieme a Francia e Inghioterra per NON colpire le armi di Assad.

D’accordo che il QI di Trump, May e Macron possa non essere elevatissimo ma da qui a spacciarli per completi deficienti ce ne corre.

Augusto Grandi
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Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".