Strage di Berlino: la colpa è del Natale

La Germania cercherà magari di far passare la strage del mercatino di Natale di Berlino come un incidente dovuto ad un autista ubriaco. Ma la responsabilità è chiara: il colpevole è chi insiste a festeggiare il Natale. Hanno ragione le tante maestre ed i presidi italiani che vogliono eliminare il presepe dalle scuole. Certo, considerando il livello di preparazione degli studenti italiani sarebbe meglio che si occupassero d’altro, ma intanto eliminare il presepe sarebbe già un primo passo per eliminare il Natale.

E non si illudano i neo pagani che festeggiano il Solstizio d’Inverno: va abolito anche quello. Non c’è nulla da festeggiare. D’altronde gli yazidi, considerati pagani dai dominatori e dai loro servi politicamente corretti, servono solo come bersagli umani per le nuove reclute o come schiave sessuali. Sottomissione. Houellebecq l’aveva perfettamente chiarito: bisogna adeguarsi, bisogna cedere, bisogna sottomettersi. E poi, in fondo, il Natale è solo un momento di sfrenato consumismo.

Aboliamolo e apriamo ai saldi per 365 giorni all’anno. Non proprio 365, bisogna rispettare il Ramadan. E poi eliminiamo quelle cattedrali che rappresentano una provocazione nei confronti dei nuovi italiani, dei nuovi europei. Cancelliamo, bruciamo quelle tele oscene con madonne che mostrano il seno mentre allattano. Bruciamo la Divina Commedia e, per par condicio, anche Il Mercante di Venezia che, tanto, viene ormai rappresentato con tagli vergognosi o con premesse demenziali.

Ma è il Natale il vero pericolo, la vera minaccia all’integrazione e alla sottomissione. E’ mai possibile che per far contenta la Coca Cola che ha colorato di rosso un tipo grasso noi ci ritroviamo ad infastidire coloro ai quali dovremmo essere sottomessi? E’ indispensabile una campagna di informazione corretta, magari per arrivare ad un referendum che abolisca questa festa inutile. E gli abeti, poi? Alberi inutili, da sostituire con le palme, anche a 2.000 metri. Tanto, con il riscaldamento globale, queste alberi provocatori non avranno scampo. Meglio portarsi avanti ed iniziare l’abbattimento.

Augusto Grandi
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Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".