TRENTENNI RASSEGNATI, MA A CARICO DELLE FAMIGLIE

I giovani? Se ne fregano del posto fisso, del lavoro sicuro. Loro sono più avanti, sono abituati alla precarietà. Quante volte la banda del burattino portasfiga e delle renzine ha intonato questo coro? E tutti i servi dei media a ripetere il mantra, a trasformarlo in verità assoluta. Poi arriva una banale ricerca di Findomestic e smentisce tutto e tutti. Un confronto tra i trentenni di 30 anni fa e quelli di adesso. Impietoso. Ma illuminante. Cosa sognavano allora? Di crearsi una famiglia. Cosa sognano ora? Di avere un lavoro sicuro, stabile. Ma il bello della precarietà? Non lo percepiscono. Gufi, passatisti, nemici delle povere renzine! Insomma, quei maledetti di Findomestic, invece di fidarsi della Boschi, han preferito chiedere ai giovani cosa pensano e cosa vogliono. Schifosamente populisti, ignobilmente demagogici, fastidiosamente precisini.. Che bisogno c’era di far domande, quando potevano bastare le menzogne del burattino portasfiga? Ma la ricerca, oltre a smentire i servi del governo, e’ utile anche per spiegare alcuni comportamenti nei consumi dei nuovi giovani adulti. L’auto non è più uno status symbol, ad esempio. E questo chiarisce che i livelli di vendite del passato non saranno più raggiunti. Troppo costose le vetture, troppo fastidiosi i controlli e le imboscate per far cassa, troppo alte le tasse e le tariffe connesse. L’auto era un piacere per chi poteva correre, guidare in libertà godendosi panorami e velocità. Ora si guida osservando soltanto i cartelli che annunciano controlli ossessivi di velocità, cercando di intuire dove si nascondono autovelox e multatori vari. Un indubbio contributo per il rilancio del turismo in crisi. Ed anche il turismo rischia. Troppo cari gli alberghi italiani per una generazione che, come sogno, ha un livello di retribuzione di 1.500 euro al mese. Un sogno, perché la realtà e’ molto più povera. Il 20% dei trentenni vive ancora in famiglia ed un altro 50% sopravvive grazie agli aiuti dei genitori e dei nonni sopravvissuti. Un contributo valutato intorno ai 400 euro mensili. Eccola la realtà tanto diversa da quella inventata dal portasfiga, dalle renzine e dai loro servi. Eccola la generazione che porta l’Italia alla guida dell’Europa. Ora al burattino portasfiga non resta che censurare Findomestic in nome della libertà d’opinione a senso unico.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 344 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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