IL TURISMO ITALIANO NON SEDUCE PIU’

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Deflazione in 10 grandi città italiane. Peccato che, in questa disastrata estate italiana, la riduzione dei prezzi non abbia neppure sfiorato le seducenti località turistiche. Anzi, le sedicenti località turistiche perché, a leggere i dati, si scopre che seducono sempre meno. Gli italiani, innanzi tutto. Costretti a rimanere nelle città deflazionate perché non possono più permettersi i prezzi delle coste e delle montagne. Per fortuna che ci sono ancora gli stranieri a ricordare che questo è il Paese dei camerieri e dei mandolini. Era anche il Paese del sole, ma con un governo come questo è inevitabile che ci sia la pioggia. Ma anche l’afflusso degli stranieri rischia di essere poco più di un bluff. Innanzi tutto perché il turismo mondiale cresce a ritmi superiori rispetto all’incremento dei flussi di stranieri verso l’Italia. In secondo luogo perché l’affluenza di quest’anno è stata favorita da alcune crisi internazionali. Il Vicino Oriente è diventato tabù a causa delle guerre e delle tensioni.

Via dal Nord Africa per paura di un’estensione degli scontri in Libia e per i timori nei confronti di un Egitto troppo vicino a Gaza e Israele. E l’Africa Nera? Ebola non è il miglior spot per richiamare turisti. Il Brasile ha visto gli scontri in occasione dei Mondiali di calcio, l’Argentina non si sa quanto possa restare tranquilla in conseguenza del default dichiarato dagli Stati Uniti per compiacere i fondi buitres (avvoltoi). L’Europa dell’Est sconta la crisi ucraina. Dunque si può andare anche in Italia a fare i turisti. Per pagare una notte in hotel molto di più rispetto a quanto si paghi in Grecia, in Spagna, in Croazia. Per pagare una cena al ristorante a prezzi da gioielleria. Ma è tanto pittoresco! Una polentata fatta con la polenta istantanea a quanto si vende nei ristoranti in quota sulle Alpi? 15 euro? Solo se il locale è sfigato. Se no si può anche raddoppiare.

Così restano chiuse anche le seconde case. Ed aumentano a dismisura i cartelli “Vendesi” o “affittasi”. Ma noi offriamo il sole, il mare, le montagne. E quando piove cosa offriamo? Il rimborso delle spese? Macché. Nessuna politica turistica da parte del governo, nessuna idea brillante da parte degli operatori. Ma un pianto antico, per chiedere interventi pubblici di sostegno e soccorso. In passato qualche genio aveva persino proposto di collocare dei posti di blocco per impedire ai proprietari di seconde case o agli affittuari di arrivare nelle località turistiche con l’auto ricolma di prodotti acquistati in città. Bisognava obbligare i vacanzieri a spendere il doppio per un deodorante o un dentifricio, per la carta igienica o il detersivo per i piatti, per la pasta o per una lampadina. Qual è stato l’afflusso di italiani a luglio?

Crollato del 20%? Del 30%? Del 50%? Sicuri che sia solo colpa della crisi? Nel fine settimana del 9-10 agosto le code al tunnel del Monte Bianco erano più lunghe dalla parte italiana rispetto a quella francese: erano più numerosi gli italiani che andavano a far vacanze all’estero rispetto a quelli che venivano da noi. E non è solo un problema di sole e maltempo.

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