UCCIDERE I PENSIONATI: UNICA SOLUZIONE PER IL BURATTINAIO

Il burattino ha ragione: bisogna abbassare il tenore di vita degli anziani che han fatto parte della moritura classe media. L’assegno di 3.500 euro lordi, che in pratica sono 2mila netti, deve essere tagliato. Perché sino a quando i nonni potranno aiutare i nipoti a sopravvivere, in attesa di un lavoro decente e in linea con gli studi, la grande riforma non potrà essere messa in pratica. Quale riforma? Quella della disperazione. Quella che obbligherà chiunque ad accettare un qualunque lavoro alle condizioni peggiori. Senza garanzie, senza tutele, senza futuro, senza speranze. Basta con questi arzilli vecchietti che, sempre meno e sempre per meno giorni, popolano le località di vacanze. Il turismo deve essere solo straniero. E basta con questi giovani che pretendono un lavoro da ingegnere, pagato da ingegnere, solo perché si sono laureati a pieni voti in Ingegneria. Se vogliono una professione adeguata, vadano all’estero. Se no facciano i baristi o i camerieri, purché sottopagati. O i manovali, a cottimo. Ma per farci diventare il Bangladesh d’Europa occorre scardinare questa piaga dei pensionati che riescono a sopravvivere aiutando pure le famiglie. Si potrebbe ucciderli tutti, riducendo il servizio sanitario ed assistenziale.

Facendo pagare a caro prezzo le cure di cui, invecchiando, han sempre più necessità. Oppure dovranno emigrare verso Paesi dove, con la pensione sempre più magra, si può comunque sopravvivere. Certo, sarebbero soldi italiani in costante uscita, ma da economisti cresciuti alla scuola di Deaglio-Fornero non ci si può aspettare qualcosa di più intelligente. Forse, qualcosa di più intelligente, dovremmo aspettarcelo dai piccoli imprenditori che verranno spazzati via dal crollo dei consumi. Ma sono gli stessi che han votato il burattino, dimostrando di non capire nulla e di meritare il tracollo.

Qualche dubbio potrebbe insinuarsi, però, tra i tedeschi. Che, con lentezza teutonica, si stanno accorgendo che aver costretto alla fame l’Europa del Sud ha determinato una flessione della domanda di prodotti tedeschi. Mentre l’export frena e la demenza di chi impone sanzioni alla Russia crea danni crescenti. Ma per fortuna ci sono gli immigrati. Che noi accogliamo, anzi andiamo a prendere direttamente sulle sponde africane. Per poi indignarci se gli altri Paesi europei, che non hanno concordato questo assistenzialismo idiota, non ne accettano le conseguenze sul loro territorio. Volete fare i primi della classe? Teneteveli. E in posti che piacciano agli ospiti. Perché un folto gruppo di nigeriani ha rifiutato l’accoglienza in un hotel sardo. L’hotel era decisamente bello, ma era troppo isolato. La prossima volta anche il night gratis e l’organizzazione di feste a spese dei pensionati italiani.

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 384 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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