UCRAINA TRA MERKEL E HOLLANDE. DOVE ERA RENZI?

La Crimea è’ definitivamente Russia. Nei colloqui tra Putin, Merkel e Hollande il problema della penisola non è neppure stato affrontato. Non se ne parlerà più, ne’ ora ne’ mai. Si discuterà del futuro della Nuova Russia, i territori in cui si combatte e che vorrebbero l’indipendenza da Kiev, ma la Crimea resta fuori da ogni negoziato. Non poco, come risultato per Mosca, anche se ovviamente i media italiani fingono di non accorgersene. D’altronde l’Italia ha brillato, anche in questa occasione, per la propria marginalità. Merkel e Hollande, Hollande e Merkel. L’Italia non c’era, sia come governo sia attraverso la Mogherini, inviata a Bruxelles per rimarcare la propria inconsistenza e l’assoluta inutilità di Lady Pesc. L’Europa non ha una politica estera, la politica estera la fanno soltanto gli Stati che non sono irrilevanti. E non si tratta di un problema economico, visto che la Francia economica e’ solo un bluff. Eppure l’inconsistente Hollande riesce ad essere molto più determinante del burattino portasfiga che parla e parla, ma nessuno lo invita quando si fa sul serio. Non basta il muso imbronciato della Boschi o lo sguardo assente della Madia per trasformare l’Italia delle renzine in un Paese con un ruolo determinante. Abbiamo gli stessi abitanti della Francia ma non contiamo nulla. E non è colpa del ministro degli Esteri, perché gli uomini passano e la nullità politica dell’Italia resta. Paghiamo l’Europa e, in cambio, riceviamo lezioni, rimbrotti ed obblighi. Ma un invito a far parte delle squadre di decisori, quello mai. Austerità e compiti a casa, poi quando il gioco si fa serio, il portasfiga viene lasciato in Italia. Ragazzino, lasciaci lavorare. E se Merkel e Hollande dovessero riuscire a trovare una soluzione diplomatica nella vicenda ucraina, potrebbero rinsaldare l’asse Parigi-Berlino, trascurando la drammatica situazione economica francese e ricreando quel direttorio europeo che pareva tramontato vista l’incapacità di Hollande. Che, tra l’altro, verrebbe rafforzato anche all’interno dell’Esagono. Mentre il burattino portasfiga potrà continuare a trastullarsi con Berlu, tra liti più o meno finte e riappacificazioni da partita di calcio all’oratorio. Perché i giochi veri, quelli importanti, li fanno gli altri.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 352 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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