​​Moschea irregolare a Storo, Cia (AGIRE): “Replica del sindaco contraddittoria e superficiale”

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Claudio Cia

“Dopo aver depositato un’interrogazione sull’ennesima moschea irregolare in Trentino, non è tardata la replica di routine del sindaco di Storo Luca Turinelli”. A renderlo noto, attraverso una nota stampa, è il consigliere Claudio Cia (Agire per il Trentino), che commenta così la replica del sindaco di Storo sulla vicenda della moschea irregolare.

“I suoi toni conflittuali – si legge nella nota a firma Cia – non meravigliano, visto che sono gli stessi che di solito riserva all’opposizione in consiglio comunale, ma appare insolito che il sindaco si affretti a dire che tutto ‘è falso’, quando sia nella sua replica piccata che in quella più conciliante del Presidente dell’associazione (Mohamed Lefrouni), si ammette che all’interno dello spazio in questione si tengono delle preghiere, attività che non si riscontra nello statuto di quest’associazione, della quale pare che i cittadini storesi conoscano poco o nulla”.

Ora, secondo il consigliere, “è noto che l’interrogazione è un semplice atto ispettivo che come Consigliere provinciale ho il diritto/dovere di portare avanti in seguito a qualunque tipo di segnalazione, con lo scopo di verificare e possibilmente correggere determinate situazioni, quindi che il sindaco di Storo mi inviti a informarmi suona quantomeno curioso, se non segno di ignoranza istituzionale”.

“A Storo – si continua a leggere nella nota – nel giro di un mese sono stati notati dai cittadini tappeti tipici dei riti islamici all’interno della struttura in questione, potenziati in concomitanza dell’inizio del Ramadan, appositi spazi per lasciare le scarpe e una sorta di rudimentale ‘minba’ in legno, l’elemento che in una moschea costituisce una sorta di pulpito costituito da tre gradini”. E’ dal 2009, aggiunge Cia, “che il sottoscritto si occupa di moschee irregolari, dal momento che anche in Trentino, come nel resto d’Italia, proliferano queste strutture che ufficialmente sono sempre sede di ‘associazioni culturali’, solitamente senza insegne o targhe identificative, proprio come nel caso in oggetto. Il problema non sorge certo dal sacrosanto diritto di pregare, ma dal fatto che nessuno può dire con certezza cosa avviene in questi spazi, rendendo questi luoghi un terreno fertile per infiltrazioni difficili da controllare”.

Il tentativo del sindaco, secondo il consigliere “di minimizzare il tutto con esempi improbabili del tipo ‘all’ex ristorante Dal Giangi non sono stati attaccati minareti’, – continua Cia – “non fanno che storcere il naso ai cittadini, che non chiedono altro che trasparenza e rispetto della legalità”.

Dovrebbe, conclude infine nella nota, “invece far riflettere molto il sindaco Turinelli il fatto che i cittadini di Storo debbano rivolgersi ad AGIRE per il Trentino e al sottoscritto per avere informazioni sul proprio territorio. Non resta che attendere la risposta della Giunta provinciale, anche se, prevedibilmente, girerà la competenza sull’Amministrazione comunale del sindaco Turinelli… insomma, per i cittadini storesi è solo l’inizio dello scaricabarile”.