Acque pubbliche svendute ai privati, Urzì: “La legge c’è, ma le tariffe le deciderà la giunta”

0
33

“Nel corso della sessione di luglio del Consiglio provinciale come mero atto formale la giunta Kompatscher farà finalmente votare ed approvare (scontato il sì della maggioranza senza modifiche) sull’onda della denuncia da me sollevata anche a livello nazionale (si ricorderà l’inchiesta di Report nato dalla mia segnalazione ma anche il mio esposto presentato alla Corte dei Conti) l’adeguamento dei canoni per le concessioni delle acque minerali, oggi di poco più di 7000 euro annui per tutte le concessioni attive esclusa una, quella Aquaeforst di Lagundo per cui il canone è zero e zero rimarrà sino al 2038, hanno annunciato dall’assessorato competente”. Con queste parole, in una nota stampa, Alessandro Urzì, L’Alto Adige nel cuore.

“Il nuovo passaggio di legge – continua Urzì – sarà una scatola vuota: si dice che saranno adottati criteri più attuali e ragionevoli per l’esazione dei futuri canoni (comunque dal 2019, a scadenza della gran parte delle concessioni). Ma il quantum lo deciderà chissà quando e chissà come la giunta provinciale, con regolamento, quindi con qualche dubbio più che ragionevole sull’effetto di questa manovra”.

“La legge – si legge ancora nella nota – andrà anche bene così ma non chiede nulla per il passato. E le chiacchiere dall’interno dell’assessorato competente dicono che sarà un problema enorme applicare canoni elevati ad alcune ditte (quelle con scadenza delle concessioni) e lasciare in esenzione sino al 2038 una fra le più grandi, Aquaeforst. Potrà innescare ricorsi e problemi, tutto perché a suo tempo si è deciso di svendere una risorsa unica (anche economica) pubblica per quattro denari. Ed oggi arriva il conto”.

“Come sarà composta la possibile nuova tariffa? Potrà avere quattro componenti: alla quantità di acqua concessionata verrà assegnato un canone per litro al secondo. Sarà forse calcolato un importo in euro per metro cubo in base alla quantità di acqua realmente prelevata e imbottigliata. Nel caso di utilizzo di bottiglie con vuoto a perdere sarà auspicabilmente previsto un ulteriore canone. Per ogni captazione, in quanto intervento su un’acqua pubblica, verrà richiesta una tariffa annua in euro. E infine, nell’ambito dei bandi di concessione per l’imbottigliamento di acqua minerale si deciderà anche in base allo stanziamento di fondi ambientali da parte del concessionario”, continua poi Urzì. “Tutti criteri generali. Si dovrà vedere nero su bianco”.

“Lo scandalo non pare destinato ad essere chiuso. Si chiederà alla giunta di chiarire pubblicamente da subito quanto intenderà chiedere ai concessionari. E come vorrà risolvere il problema della azienda esentata sino al 2038”, conclude infine nella nota Urzì.