Malaria in Trentino. Degasperi non riceve chiare risposte sul contagio

11 casi di malaria nel 2017: 6 casi sviluppati in Italia e 5 all’estero. Rimane però un’ombra inquietante: le modalità di contagio. E’ questo quanto emerso dall’interrogazione presentata dal Consigliere Degasperi in merito a quanti casi di malaria si siano verificati in questi ultimi anni in Trentino.

E’ emerso nel corso dell’interrogazione che per i pazienti affetti da malaria, non è prevista nessuna forma di isolamento come da indicazioni scientifiche e normative.

Non risulta nessun contatto tra i bambini ricoverati, provenienti dal Burkina Faso e la bambina del Trentino ricoverata e poi deceduta, come emerge dalla relativa documentazione e da quanto ricordano gli operatori sanitari e coloro che a qualche titolo hanno seguito tali bambini. Con ciò non si può escludere in modo assoluto che non ci sia stato qualche contatto non riscontrato dalle verifiche eseguite. Nessuno dei bambini ricoverati necessitava di misure di isolamento.

Luca Zeni ha poi voluto affermare che: “Sono documentati casi di infezione legati alla presenza di zanzare nei bagagli dei viaggiatori. In questo caso i tempi di sopravvivenza della zanzara rendono altamente improbabile anche tale ipotesi. Infatti, per quanto a conoscenza, la famiglia è tornata dal Burkina Faso all’inizio del mese di agosto, mentre la bambina è stata ricoverata in data 16 agosto 2017 e quindi, la zanzara dovrebbe essersi infettata in Africa, aver superato il viaggio nei bagagli, resistito poco meno di due settimane nella casa di tale famiglia, arrivare nell’Unità operativa di Pediatria con qualche vestito o accessorio e, infine infettare la bambina ricoverata. Le modalità e i tempi sembrano molto improbabili se non fantasiosi”.

Di conseguenza resta ancora un mistero come sia avvenuta l’infezione in Trentino. Degasperi insisterà?