Saltano le dimissioni dei membri della Giunta in campagna elettorale

Erano solo poche settimane fa, il periodo è quello delle festività natalizie, quando il Presidente Ugo Rossi dichiarava: «Chi vuole candidarsi alle elezioni politiche deve dimettersi dalla giunta»Con queste parole, in un comunicato stampa, ha esordito il Consigliere Claudio Cia (Agire per il Trentino).

“La legge – continua il consigliere – non obbliga tale scelta, basta pensare all’allora assessore alla cultura, Franco Panizza (Patt) che nel 2013 si dimise solo dopo l’elezione in Senato, ma Rossi è stato chiaro: «Non si può essere candidato alle elezioni politiche e membro della giunta allo stesso tempo». E il riferimento era esplicito agli assessori della propria Giunta in odore di candidatura per le politiche, il suo vice Olivi (Pd) e Tiziano Mellarini (Upt). Per essere più chiari possibile per dimissioni dall’incarico si intende prima della campagna elettorale, dunque prima di sapere se riuscirà ad essere eletto oppure no, cioè adesso”.

«Dovessi decidere di candidarmi – dichiarava sulla questione Mellarini – sarei pronto a dimettermi subito in modo che non si possa dire che uso il mio incarico in giunta per farmi la campagna elettorale. Sgombrerei subito il campo».

“Ora, – si legge ancora nella nota – tra Olivi e Mellarini solo quest’ultimo è stato confermato sul collegio di Rovereto per il Senato, eppure apprendiamo oggi dai quotidiani che l’assessore alla cultura pare non aver più intenzione di sgomberare “subito” il campo, anzi, sembrerebbe voler attendere l’esito del voto”.

“Se la motivazione dell’inversione di rotta è chiaramente quella di poter usufruire di un “paracadute” in caso di non elezione a Roma, la giustificazione di facciata data dallo stesso Mellarini è quella degli importanti compiti da portare avanti, e che a quanto pare nessun altro potrebbe svolgere”. Ed è lo stesso Cia a chiedere: “Viene da chiedersi, se Mellarini è così fondamentale a Trento, perché farlo candidare alle nazionali? E soprattutto, come farà la Provincia a riprendersi se Mellarini dovesse essere malauguratamente eletto il 4 marzo? I trentini ne hanno superate tante, probabilmente riusciranno a superare anche questo”. 

“La politica – conclude infine – non è l’ambiente più appropriato dove andare a cercare la coerenza, questo si sapeva, ma si sperava che almeno ci fosse un nesso tra quello che si dice e quello che si fa. Se questo è il risultato delle promesse fatte fuori dalla campagna elettorale, figuriamoci quelle che saranno fatte da qui al 4 marzo!”.