Galateo: “E’ andato in onda a reti unificate un’indottrinamento gender”

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Che scopo aveva trasmettere su quattro canali televisivi in Prima serata il programma  “Da qui a un anno”, in cui tale Giulia, affetta dal disturbo della disforia di genere, si sente Leonardo e, dopo un anno di trattamento ormonale, ricompare con la nuova forma?
La vicenda, celebrata da molti come un programma televisivo innovativo, ha lasciato non poche preoccupazioni in Marco Galateo, Commissario provinciale di Fratelli d’Italia a Bolzano, che ha affermato: “I quattro canali a reti unificate sono Nove, Real Time e i due canali per piccolissimi bambini K2 e Fresbee”. Con riferimento alla domanda iniziale, per il Commissario provinciale di Fratelli d’Italia: “Si tratta dell’ennesimo attacco della lobby lgbt che indottrina l’ideologia gender ai più piccoli ed indifesi, cercando di normalizzare ciò che normale non è: la disforia di genere infatti è un disturbo della personalità che va curato con la massima sensibilità e, sì, quasi sempre la terapia si conclude con il cambio di sesso, ma di certo questo non è argomento da trattare in televisione in fascia protetta e su reti unificate, specialmente su canali per bambini”.
Galateo ha quindi deciso, in rappresentanza di decine di genitori indignati, di inviare un esposto al Garante per l’infanzia, ad AGCOM garante per le comunicazioni e al Presidente della Repubblica perché prendano posizione e provvedimenti. L’opera di Galateo però non si è fermata qui anche perchè ha “sollecitato i parlamentari di Fratelli d’Italia affinché chiedano conto in aula di questi gravissimi episodi”