Bypass ferroviario, l’incontro di Rossi, Gilmozzi e Andreatta con Rfi: “a luglio al via i lavori”

Sarebbe curioso capire se questa volta, dopo tutte le promesse fatte e in concomitanza - guarda caso - delle elezioni provinciali, il tutto partirà sul serio. 

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Oggi, a Roma, presso la sede di Rfi-Rete ferroviaria italiana spa, il presidente della Provincia, Ugo Rossi, accompagnato dall’assessore alle infrastrutture Mauro Gilmozzi , e il sindaco Alessandro Andreatta, hanno firmato il protocollo d’intesa per la «riqualificazione urbana della città di Trento intersecata dalla linea ferroviaria Verona Brennero».

Per Rfi, la firma in calce sarà quella dell’amministratore delegato Maurizio Gentile . Il testo del protocollo è stato approvato dalla Giunta provinciale venerdì scorso e dalla Giunta comunale di Trento nella seduta di ieri mattina.

L’intesa (vedi l’Adige di sabato 14 aprile) pone le basi per il futuro interramento della linea del Brennero nel tratto cittadino, con contestuale realizzazione del Nordus, il progetto di trasformazione in metropolitana della Trento-Malé.

Gli approfondimenti fin qui fatti hanno suggerito che è meglio procedere per stralci, concentrando l’attenzione sulla parte centrale del lotto 3, che riguarda Trento, anche perché il bypass di Rovereto sotto lo Zugna è molto più problematico.

Il protocollo stabilisce tempi certi e procedure per arrivare ad una decisione che non sarà solo una scelta di ingegneria ferroviaria, ma una grande occasione di ripensamento dello sviluppo di Trento. «La definizione delle modalità di realizzazione di questa parte del tracciato» si legge nella delibera della Giunta provinciale «dovrà essere considerata e inserita da subito nel progetto più ampio di revisione del contesto della mobilità cittadina, volto a recuperare spazi alla vivibilità». «Ciò consentirà di procedere con un lavoro congiunto, coerente e coordinato, considerando le esigenze della comunità locale, per la revisione e innovazione della mobilità urbana e le necessità di procedere con il corridoio del Brennero».

Il Coordinatore governativo del corridoio del Brennero, l’ingegner Ezio Facchin, che guiderà il «gruppo di lavoro paritetico» che Provincia, Comune e Rfi costitueranno entro quindici giorni, spiega: «Vi sono pochi e chiari concetti da tenere presente.

Primo: sarà un lavoro impegnativo che durerà otto-nove anni per la circonvallazione e tre per l’interramento. E va compreso che è un intervento utile alla città e al territorio, indipendentemente dall’orientamento di chi è al governo delle amministrazioni.

Secondo: se, nell’anno previsto, faremo una un buon lavoro sulla fattibilità, la città Trento potrà avere una struttura coerente per progettare il suo futuro». Cosa vuol dire? «Faccio un esempio» risponde Facchin «se si vuole fare la funivia del Bondone, la si potrà inserire in un contesto preciso, definito».

E il terzo concetto? «Riguarda il Nordus, che sarà pure interrato: ci sono tutte le possibilità» aggiunge Facchin «di riqualificare una serie di aree, ridefinendo le fermate, con un confronto che coinvolge pubblico, privato, operatori commerciali, istituzioni scolastiche…».

Il coordinatore del Corridoio del Brennero conferma l’importo di 400 milioni, per interrare la ferrovia: «A 100 milioni a chilometro, 350-400 milioni sono una cifra realistica». L’interramento, giocoforza, sarebbe realizzato una volta ultimato in bypass ferroviario di 12 km da Trento nord a Mattarello sud. Facchin non si sbilancia sui tempi, ma spiega: «In due anni la progettazione esecutiva della circonvallazione potrebbe essere pronta, per andare in appalto nel 2020-2021. Prima si parte, prima si finisce». Peccato che sono vent’anni che se ne parla. 

Sarebbe curioso capire se questa volta, dopo tutte le promesse fatte e in concomitanza – guarda caso – delle elezioni provinciali, il tutto partirà sul serio.