Secondo quanto si legge in una nota stampa congiunta dei consiglieri comunali di Trento del M5S, Paolo Negroni, Marco Santini e Andrea Maschio “puntualmente i fatti smentiscono le parole della Giunta”.

Il riferimento dei consiglieri, questa volta, è in merito al fatto che “recentemente, in occasione del Consiglio per discutere della delibera sulle riserve d’acqua del monte bondone, a specifica domanda, che indagava l’intenzione di costruire un nuovo bacino per l’innevamento artificiale, l’assessore Robol ha smentito categoricamente, sottolineando che, ad oggi, non c’è in previsione nessun progetto in merito“.
“Invece, – sempre secondo quanto affermano i consiglieri pentastellati – dai giornali apprendiamo che, direttamente da Trento Funivie, è partita l’idea del nuovo invaso e sembra che il Comune sia pienamente d’accordo“.
Insomma, in questo modo, per i consiglieri, “l’unica cosa certa per il famoso rilancio del monte Bondone, puntando sull’innevamento artificiale, sarà un fallimento”, perché, spiegano “sappiamo benissimo che piste sotto i 2000 metri nei prossimi anni andranno incontro a grandi difficoltà, non solo per eventuale carenza d’acqua, ma soprattutto – ci tengono a precisare – perché le più alte temperature invernali di fatto impediranno la realizzazione di neve artificiale“. 
E dopo il flop della pista ‘Rocce Rosse’ ora per i consiglieri “ci si appresta a buttare al vento ancora soldi quando invece – sottolineano – bisognerebbe puntare sulla naturalità della montagna, sull’unicità dell’aria e delle piante presenti, proponendo un turismo unico e alternativo per il Trentino“.
Insomma, “il turista medio, in Trentino per la settimana bianca, predilige zone dove c’è vita anche serale, come ad esempio in Paganella, con Andalo centro abitato con vita notturna in tutte le stagioni” e ora il rischio, “è di far diventare il Bondone un luna park, di cui francamente non abbiamo bisogno”.