Trentino, l’operazione strade sicure è un flop. Civettini: “snobbata per scelta politica?”

"Secondo quanto appurato da fonti dirette – i militari – l’Operazione 'Strade Sicure' non sarebbe mai stata applicata in provincia di Trento non causalmente perché, pare, rifiutato dalla Provincia stessa sulla base di una non meglio precisata «questione di immagine»"

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Come dovrebbe ormai dovrebbe essere a tutti noto, l’Esercito Italiano – dal 4 agosto 2008, in virtù della L. n. 125 del 24 luglio dello stesso anno – è autorizzato a condurre e conduce l’Operazione “Strade Sicure”, su territorio nazionale, ininterrottamente. “Il testo della citata legge, ripreso come si legge nel dettaglio in una nota del consigliere Claudio Civettini di Civica Trentina, prevede espressamente che «per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, ove risulti opportuno un accresciuto controllo del territorio, può essere autorizzato un piano di impiego di un contingente di personale militare appartenente alle Forze armate». Tale importante operazione è, a tutt’oggi, l’impegno più oneroso della Forza Armata in termini di uomini, mezzi e materiali”. 

“Ciò nonostante, secondo quanto appurato da fonti dirette – i militari – l’Operazione ‘Strade Sicure’ non sarebbe mai stata applicata in provincia di Trento non causalmente o, men che meno, per inefficienza delle Forze armate bensì perché, pare, rifiutato dalla Provincia stessa sulla base di una non meglio precisata «questione di immagine». Quasi che fosse la presenza dell’Esercito, e non quella di piccoli criminali, spacciatori e rapinatori, quel che può deturpare le nostre città, a partire da Trento e Rovereto. Ora, dato tale servizio poteva costituire la possibilità di sgravio per le Forze dell’ordine, che sarebbero state in condizioni di dedicarsi ad altri reati, grazie al presidio militare, pare opportuno un chiarimento”. 

Continuando: “un chiarimento col quale, si badi, non si vuole mettere sotto accusa nessuno ma altrettanto chiaro che se confermato invece, parrebbe una discutibile attenzione più al sistema della delinquenza diffusa, piuttosto che al progetto di sicurezza a disposizione utilizzando anche i militari che, proprio nell’adunata degli Alpini, hanno dato prova della grande preparazione e capacita di una presenza civile e non solo militare”. 

“Per questo – si continua a leggere nell’interrogazione a firma Civettini – ci sembra corretto voler comprendere in che modo e in che termini, da quando istituita con legge dello Stato ad oggi, l’Operazione ‘Strade Sicure’ sia stata attuata in Trentino; in caso invece – conformemente a quanto segnalatoci – essa non sia stata attuata concretamente sul territorio provinciale, sarebbe da appurare al più presto per quali ragioni ciò non è avvenuto; e per quali motivi si è dunque fatto a meno di una possibilità che senza alcun dubbio – e l’affetto della città di Trento mostrato agli Alpini in occasione dell’ultima adunata ne è stata l’ennesima conferma – a molti trentini avrebbe non solo comportato tangibili benefici, ma fatto decisamente piacere”, conclude infine nella nota il consigliere.