Accoglienza in Val di Peio. Bezzi (FI): “Edifici prontamente ristrutturati a spese dei trentini”

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Secondo quanto riporterebbe il consigliere Giacomo Bezzi in una interrogazione al Consiglio provinciale, “è stata da poco insediata nel Comune di Peio, una comunità di stranieri presso gli edifici ex Enel alla Centrale di Pont, la proprietà attuale dovrebbe essere in capo alla società HDE o Dolomiti Energia, ma ovviamente intorno alla partita del trasferimento delle risorse nel campo delle centrali idroelettriche in capo alla Provincia di Trento sappiamo bene quanta poca chiarezza ci sia stata e quindi ora si può solo prendere atto del fatto che detti immobili realizzati da Enel sono divenuti centri di ospitalità per stranieri”. 

Secondo lo stesso consigliere, “con il trasferimento delle competenze in materia di centrali alla Provincia per gli abitanti della Valle di Peio, così come per tutto il Trentino nulla è cambiato in relazione ai costi dell’energia (semmai alcuni costi sono aumentati rispetto alla gestione Enel) invece per i cittadini stranieri gli edifici sono stati prontamente sistemati ovviamente a spese dei cittadini trentini. Questo è il criterio corrente di cattivo utilizzo della nostra Autonomia”. 

Pare inoltre, sempre secondo quanto denunciato nell’interrogazione da parte del consigliere forzista, “che non solo gli edifici siano stati ristrutturati in tempi brevi, ma che siano stati collegati anche con la rete di banda larga, collegamento questo ripetutamente richiesto per questioni di controllo delle dighe in giusto adempimento a misure di sicurezza per i cittadini, tali richieste non sono mai state prese in considerazione ora però, per la sistemazione dei cittadini stranieri evidentemente i fondi per il collegamento sono stati trovati”. 

Ulteriormente, denuncia nella nota, “va messo in luce il fatto che alcuni imprenditori della zona sono stati contattati per far presente la presenza di questi giovani stranieri per i quali sono previste misure di inserimento molto vantaggiose infatti, pare che la retribuzione che deve essere loro riconosciuta in caso di assunzione è di 500,00 euro circa al mese senza che per 3 anni sia richiesto il versamento di alcun contributo od onere accessorio”. 

Alla luce di tale situazione, continua, “è del tutto evidente che a queste persone sarà riservata una via d’accesso privilegiata al lavoro in quanto il costo per il datore di lavoro è di molto inferiore a quello attualmente sostenuto per dipendenti, magari locali, o comunque inseriti da anni nel settore.

A tal proposito, “va ricordato come ormai nelle Valli rimane quasi solo il settore turistico come attività lavorativa anche per i giovani e nonostante le roboanti dichiarazioni dell’assessore competente circa le condizioni rosee del settore, la verità è che i prezzi sono sempre più ridotti ed i contratti con retribuzioni sempre più basse ed orari sempre più impegnativi”. “In tale contesto, – continua Bezzi – la Provincia di Trento sostiene una speculazione al ribasso sul costo del lavoro, pagata con i soldi delle tasse dei cittadini trentini“.

“L’inserimento di un gruppo di uomini giovani, senza la famiglia al seguito, con usi e costumi e forse religione molto diversa dalla nostra all’interno di comunità piccola, formata da molte persone anziane e con insediamenti frammentati sul territorio, rappresenta una questione di carattere sociale, in particolare sotto il profilo della sicurezza, che deve essere attentamente valutata e controllata”. 

Tenuto conto che in questi anni la Giunta provinciale e la maggioranza che la guida, con il progetto delle Comunità di Valle, unione di Comuni e gestioni associate “ha sostanzialmente spogliato i Comuni di questi servizi minimi essenziali che garantivano ai cittadini buoni standard di qualità, ci si chiede chi si farà realmente carico della vigilanza e della sicurezza delle persone residenti, spesso anziane oppure sole che vivono in situazioni abitative sparse sul territorio”, ha infine concluso Bezzi nella nota.