Al via i percorsi universitari per profughi. Fugatti: “Quali i criteri di selezione?”

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FACOLTA' DI GIURISPRUDENZA FOTO DI ALESSIO COSER

Con la sottoscrizione dell’accordo tra Provincia autonoma di Trento, Cinformi e Opera Universitaria avvenuta lo scorso anno, l’Università di Trento ha deciso di accogliere alcuni richiedenti asilo agevolandone l’accesso al percorso di studi. Una notizia, quest’ultima, che ha sollevato diversi dubbi, in particolare da parte del Cons. della Lega Nord Trentino, Maurizio Fugatti.

“Ogni anno – dichiara in una interrogazione al consiglio provinciale – viene data possibilità a 5 studenti di inserirsi nel mondo universitario e ottenere una borsa di studio e alloggio per un tempo da concordare“. 

“Tale percorso – prosegue – rientrerebbe all’interno di “Mentorship”, un progetto [gestito dal Ministero dell’Interno e dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni] rivolto a tutte le Università italiane che ha come obiettivo l’integrazione di studenti con diverso background e fornire agli studenti universitari italiani le adeguate competenze per sostenere gli stranieri nel percorso di studi e in quello di integrazione”. 

Vorremo però comprendere con quali modalità vengono scelti (pare da Cinformi) i richiedenti asilo idonei al percorso e con quali criteri l’Università provveda alla selezione delle candidature. Inoltre qualora ai soggetti selezionati non venisse riconosciuto lo status di profugo, cosa accadrà?” 

“Tenuto poi conto che in occasione della sottoscrizione dell’Accordo B.P. (prorettrice alle politiche di equità e diversità e Presidente – Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni (CUG)) avrebbe informato della volontà di avviare un’iniziativa di crowdfunding rivolta a dipendenti e studenti dell’Università che permetta di aiutare economicamente i giovani coinvolti nel progetto, vorremo sapere se simili proposte siano state fatte anche per studenti italiani le cui famiglie vivano situazioni di difficoltà economica e/o lavorativa”, conclude infine nella nota il consigliere leghista.

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