Allarme zecche in Trentino. Sul caso interviene Civettini

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TRENTO. Per il Consigliere Claudio Civettini, Civica Trentina, espressosi in una interrogazione rivolta al Presidente della Giunta provinciale e all’Assessore provinciale competente: “l’arrivo in anticipo sul calendario stagione, di un caldo di fatto estivo sta favorendo – secondo quanto più cittadini ci hanno segnalato – e lo svilupparsi di un intensa ondata di zecche nei sottoboschi di tutto il Trentino, complice anche il ritardo degli sfalci che, in molte aree anche pubbliche, sono state ostaggio delle copiose piogge delle settimane scorse”.

Ora, il grido d’allarme, stando alle segnalazioni giunte a Civettini “verrebbero dalla zona della Predaia, ma il fenomeno è diffuso e da non sottovalutare per tutta una serie di ragioni, non ultimo il fatto che, come noto, questo insetto può trasmettere anche della patologie irreversibili, soprattutto nei bambini, ma anche negli adulti”.

Dalle prime stime, secondo quanto riportato da Civettini, “pare che i casi quest’anno siano in aumento esponenziale e si alzano giustamente le preoccupazioni per residenti e turisti, giustamente raccolte anche dalle amministrazioni comunali, spesso impotenti nella gestione del fenomeno, ma che singolarmente, stanno adottando provvedimenti, pur nelle ristrettezze economiche in cui molte versano, nella gestione dei bilanci”.

“Una linea d’intervento che – ricorda – dovrebbe essere prerogativa provinciale, proprio per la necessità di un coordinamento, anche scientifico, che possa trovare efficacia nell’insieme delle azioni di prevenzione che necessariamente si devono attuare”. “Atteggiamenti e comportamenti, – ricorda infatti – possano determinare l’aggravarsi delle presenze e la pulizia di boschi, il giusto indirizzamento e alienazione delle ramaglie e lo sfalcio, possono essere-insieme all’informazione-i pilastri della prevenzione, ben sapendo che le zecche, in ogni modo, sono veicolate dal passaggio di animali”.

Questa tipologia d’interventi, ci tiene a ricordare, “garantendo la biodiversità e gli equilibri naturali, quanto meno ridurrebbero la pericolosa presenza, senza creare danni di altro genere, ma mettendo i cittadini stessi, nella condizione di governare il fenomeno. Interventi quanto mai opportuni per dar corso a quella necessaria prevenzione, che metta ognuno di noi davanti alle proprie responsabilità, tramite pulizia del sottobosco di ramaglie secche abbandonate, ma, soprattutto – aprendo alla collaborazione pubblica e alla corretta informazione – dando un senso civico, anche alle modalità di pulizia”.

“Infatti, va chiarito – si legge in conclusione – che le ramaglie tagliate delle siepi devono essere asportate così pure i residui del taglio del legname, che negli ultimi anni rimangono nel bosco, formando un habitat favorevole allo sviluppo delle zecche. La sola certezza, ad ogni modo, rimane l’urgenza di interventi e proprio su questo si vuole interrogare l’Amministrazione provinciale”.