Ambrosi (Lega): “L’incendio di Madruzzo non è colpa del razzismo”

0
991

Paradossale parlare di xenofobia o razzismo, considerando che questi sentimenti non appartengono affatto alla comunità. Come Sezione Lega Valle dei laghi e cittadini ci teniamo a respingere con forza queste speculazioni“. Con queste parole la segretaria della Lega della sezione di Valle dei Laghi Alessia Ambrosi commenta il folle gesto di un italo-senegalese che avrebbe appiccato un incendio a un appartamento gestito da Cinformi di Trento nella frazione di Lasino del comune di Madruzzo. L’appartamento sarebbe stato una casa di accoglienza per richiedenti asilo.

Questo il comunicato stampa dei carabinieri: “Nella scorsa notte i Carabinieri della stazione di Vallelaghi hanno tratto in arresto il 26enne S.F., originario di Madruzzo. Verso l’1:30 è pervenuta la segnalazione alla Centrale Operativa del Comando Provinciale CC Trento di un’abitazione in fiamme e i Carabinieri intervenuti hanno constatato dapprima la veridicità della chiamata e poi, spente le fiamme, accedevano nell’abitazione riuscendo a far uscire le due persone all’interno. Una volta tratte in salvo le vittime, i Carabinieri hanno appurato l’origine dolosa dell’evento e il responsabile è stato riconosciuto nel predetto 26enne, tratto in arresto e condotto presso la locale Casa Circondariale, dinanzi alla quale dovrà rispondere del predetto reato“. I Carabinieri aggiungono, inoltre, che le motivazioni dell’insano gesto sarebbero “sicuramente motivi futili“.

La Ambrosi dunque rilancia, chiedendo chiarezza sulle motivazioni che hanno spinto l’italo-senegalese al gesto auspicandosi che non siano di natura criminosa. Inoltre, la Ambrosi si rivolge all’amministrazione comunale di Madruzzo: “È fondamentale che in futuro l’Amministrazione di Madruzzo prenda le dovute precauzioni onde evitare che si possano verificare ancora fatti di questo genere. Considerando il Sindaco come primo responsabile della Pubblica sicurezza, riteniamo come sezione che debba informare la popolazione circa la presenza di case di accoglienza o strutture simili sul territorio, cosa che pare non sia avvenuta“.