ANCHE IN TRENTINO ALTO ADIGE “POSSIBILE” CON ANTONIO SICILIA

Antonio Sicilia, classe 1989, è il Portavoce regionale di Possibile per il Trentino-Alto Adige. Attualmente è studente di Giurisprudenza Transnazionale presso l’Università degli Studi di Trento. Ha coordinato la comunicazione in diverse campagne elettorali del PD Trentino, ma sopratutto  ha fatto parte della squadra nazionale di autori nella campagna congressuale di Giuseppe Civati.

Lei è diventato il Portavoce regionale di Possibile, una nuova sfida che la vede lontana dal Partito Democratico di cui era membro. Come mai una simile scelta?

Nel Partito Democratico non c’è più spazio per affrontare determinate battaglie. Quando abbiamo fondato questo Partito nel 2007, nessuno di noi avrebbe mai immaginato lo scenario attuale. Professori indignati in piazza per la “buona scuola”, lavoratori in protesta per il Jobs Act, l’Ambiente dimenticato con la legge di stabilità, la legge elettorale approvata a colpi di fiducia. Abbiamo sempre ripudiato l’idea dell’uomo solo al comando. Oggi invece il PD nazionale assomiglia sempre di più ad un comitato elettorale costruito attorno ad un leader. 
“Un po’ di possibile, altrimenti soffoco” scriveva il filosofo Deleuze. Ecco “Possibile” è la risposta a questi anni di paura, disillusione, incoerenza e asfissiante mancanza di alternative. Non esiste Sinistra senza passione. E noi ci stiamo nuovamente innamorando della bellezza di essere cittadini attivi, senza incoerenze o argomenti da nascondere e tacere.  Per questo il 1^luglio anche a Trento è nato il 1^ Comitato Possibile. A maggioranza abbiamo deciso di chiamarlo Comitato Harlock“, nome ispirato al celebre capitano dell’Arcadia. Un pirata che lotta stoicamente contro i regimi totalitari, siano essi terrestri o alieni. Harlock non combatte per uno stato o un pianeta in particolare, ma per gli ideali che ha nel cuore. Un nome simbolico che rappresenta bene la passione e l’entusiasmo con le quali vogliamo far nascere e crescere questo nuovo soggetto politico.

E per quando riguarda il nostro territorio?

Il nostro obiettivo in Trentino Alto Adige è creare una rete tra i vari movimenti presenti nel nostro territorio, intercettando le varie istanze che provengono dalla nostra comunità, provando a trovare soluzioni condivise con un consolidato metodo partecipativo. Per noi la partecipazione viene prima del consenso. Faremo quello che in politica non fa più nessuno: penseremo prima a convincere e poi a vincere. La consapevolezza nelle proprie battaglie è più importante della vittoria fine a se stessa.  

Come sta vedendo lo scenario politico per il centrosinistra autonomista in Trentino?

Il centrosinistra autonomista è in crisi di idee e di rappresentanza, come un po’ tutta la politica italiana. Si limita a gestire ciò che in passato ha costruito, preoccupandosi più di inventare nuovi contenitori che non di organizzare i contenuti. 

Possibile rientrerà nell’alleanza con il Partito Democratico?

Le alleanze non sono all’ordine del giorno per Possibile, sia a Trento che nel resto d’Italia. Noi proponiamo mobilitazione su singoli temi e battaglie civili, all’interno di una precisa cornice valoriale.  Chi ci sta sarà nostro naturale alleato, senza pregiudizi, tenendo conto però che in Possibile non ci sarà spazio per gli “impresentabili” che portano voti.

Come vede l’attuale situazione europea a seguito del referendum greco dello scorso 5 luglio?

In Italia non siamo più abituati all’idea che un Popolo possa decidere del proprio destino. Tsipras ha rischiato il proprio giovanissimo Governo per ridare voce al popolo greco. E’ stata una grande lezione di dignità e democrazia. Ci aspettano giorni delicati, ma una cosa deve essere chiara fin da subito: salvare la Grecia costa meno della Grecia fuori dall’Europa. Al netto di questo dal 5 luglio l’Europa dei Popoli ha una speranza in più rispetto a quest’Europa dell’austerità sconfitta dalla storia e dai fatti. L’Europa senza Grecia è un bambino senza certificato di nascita. 

Michele Soliani

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