Antagonisti a Trento: “Salvini mandante degli omicidi razzisti”

Gli antagonisti sono ritornati in azione: dopo essersi presi una piccola vacanza durante l’apparizione di George Soros al Festival dell’Economia, ieri pomeriggio verso le 18 via Verdi è stata teatro di una manifestazione per protestare contro le politiche d’immigrazione del neo Ministro per gli Interni Matteo Salvini; secondo i volantini distribuiti ed affissi sui muri delle città, che non riportano però né il nome né la sigla di chi ha organizzato il corteo, “il fascioleghismo del leader del Carroccio punta a farsi Stato”; accuserebbero, poi, sempre Salvini di voler continuare a perseguire le politiche migratorie di Matteo Renzi e Marco Minniti, cioè di repressione per le strade, di attacco alle condizioni di vita del proletariato e di voler continuare ad importare manodopera clandestina. Ma, al tempo stesso, contestando la decisione, dello stesso titolare del dicastero del Viminale, di vietare l’approdo all’Aquarius con più di seicento persone a bordo e le cure e i servizi più basilari ai passeggeri della nave della Sos Mediterranée. E per concludere come si deve, il ricordo di Soumalia Sacko, il sindacalista e bracciante agricolo ucciso a fucilate nella Piana di Gioia Tauro, la cui causa morale della morte sarebbe da ricondurre anche al razzismo di Stato. I volantini sono stati poi accompagnati da scritte sui muri, riportanti analoghe scritte, scritte che hanno ricevuto il pieno biasimo da parte del Consigliere comunale Gianni Festini Brosa che ha voluto solamente ricordare che per l’ennesima volta si dovranno spendere soldi per ripristinare i muri, muri sporcati dai soliti ignoti rancorosi.

Insomma, il folklore trentino per le manifestazioni extra-parlamentari,  antifasciste, antirazziste e antagoniste permane indisturbato, proseguono gli slanci contro il governo ignorando il principio di non contraddizione e manifestando allo stesso tempo per due questioni che si ritrovano su posizioni totalmente antitetiche. Ma l’importante è vedere il razzismo ovunque, pure nel tutelare gli immigrati dalle false cooperative e dallo sfruttamento della manodopera clandestina, pagata rigorosamente in nero, soprattutto perché a deciderlo è stato Matteo Salvini, il loro nemico per antonomasia. Ma fino a poco tempo fa, quando l’immigrazione non era controllata e gli immigrati irregolari subivano i loro tragici destini di futuri braccianti e spacciatori, queste anime candide, belle ed umanitarie dov’erano a protestare?