Il “caso Poletti” è solo un modo per colpire la Giunta provinciale?

La nomina di Marika Poletti a Capo di Gabinetto del neo-Assessore provinciale agli Enti Locali Mattia Gottardi ha alzato un polverone di polemiche indicibili.

Polemiche motivate da dichiarazioni fatte in un recente passato? Sollevate per delle posizioni politiche che l’ex esponente di Fratelli d’Italia, poi “passata” a Civica Trentina – in supporto per le elezioni Provinciali – intende sostenere? Causate da un atteggiamento ostile verso l’attuale minoranza provinciale?

Nulla di tutto questo. Il casus belli è un tatuaggio. La Poletti avrebbe infatti una svastica tatuata sul proprio polpaccio. Un simbolo, a dire del centrosinistra, oltraggioso e che la riterrebbe inadatta al ruolo per il quale è stata indicata.

Inadatta non per un’appartenenza politica – Civica Trentina è infatti accreditata come destra moderata, meno “estrema” anche di Fratelli d’Italia – ma proprio per quel simbolo in sé.

La Poletti continua a giustificarsi dicendo che quel simbolo non rappresenterebbe in realtà una svastica ma una runa, una figura chiave nella simbologia celtica dalla quale, tra l’altro, è tratto anche il simbolo della pace.

Ma a prescindere dal simbolo in sé – cosa peraltro nota da tempo e che la Poletti non ha mai nascosto di possedere, specificandone sempre l’origine celtica – fa quantomeno sorridere che sia criticato Gottardi come Assessore non per dei risultati negativi, ma per aver scelto come Capo di gabinetto la Poletti.

Ed è ancora più curioso che sia criticata la Poletti come Capo di gabinetto per il solo fatto di avere un tatuaggio. Nemmeno una settimana di lavoro di questo assessorato e già la richiesta è quella di “rivedere” la composizione perché “non elegante”, come riporta una lettera anonima pubblicata da noti quotidiani locali. Non una polemica nel merito, ma un frugare nell’intimità privata di una donna pur di attaccare la persona stessa e tutta una maggioranza di governo provinciale e regionale, al solo scopo di screditarla da quell’opinione pubblica che, lo scorso ottobre, ha deciso di farsi governare dalla coalizione di centrodestra.

Ecco dunque che l’interrogativo sorge spontaneo: diceva Andreotti che “Il potere logora chi non ce l’ha”. Che per qualcuno, svuotato ormai anche solo degli appigli per polemizzare, sia arrivato il momento del canto del cigno?