“Mentre l’assessore provinciale al lavoro è impegnato a auto-incensarsi per ‘l’ottimo lavoro svolto’, il M5S impegna il Ministero per far luce su uno dei tanti ‘misteri dolorosi’ della gestione Olivi, la cassa integrazione per i lavoratori del Sait”. A intervenire sulla vicenda è Alex Marini (M5S), candidato alle elezioni della Provincia autonoma di Trento 2018.

Nel giugno 2017, secondo Marini, “gli uffici del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali davano l’ok al programma di crisi aziendale della società SAIT per il periodo dal 3 aprile 2017 al 2 aprile 2018 e in tal modo 391 lavoratori ottenevano accesso alla cassa integrazione straordinaria”. Il Servizio Lavoro della Provincia autonoma di Trento, “aveva il compito di accertare eventuali usi impropri della cassa integrazione straordinaria nei 3 mesi precedenti la conclusione dell’intervento di integrazione salariale, e di produrre una relazione in merito entro 30 giorni dalla conclusione dello stesso”. Una relazione che, denuncia Marini, “a quanto pare non è ancora stata notificata agli interessati”.

“Stupito da questo inspiegabile ritardo – ha poi proseguito il candidato del M5S – ho pensato bene di rivolgermi ai portavoce del M5S in Parlamento illustrando nel dettaglio la situazione e ponendo l’attenzione sui presunti processi di esternalizzazione di parte dei lavori di movimentazione delle merci, che si dice siano cominciati prima dell’avvio della sospensione e del collocamento in cassa integrazione straordinaria dei dipendenti”.

La risposta del vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Davide Tripiedi è stata repentina. “Già ieri è stata presentata un’interrogazione al Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio per chiedere chiarimenti sugli esiti delle verifiche in ordine allo svolgimento, in tutto o in parte, del programma presentato dall’impresa in relazione al licenziamento collettivo del personale dipendente del SAIT e dell’eventuale procedimento amministrativo volto al riesame del programma di crisi”.

“L’assessore provinciale di riferimento, – si continua  a leggere nella nota – molto loquace in merito ai propri presunti successi, sul tema finora ha scelto il silenzio tombale. Trattandosi di una questione importante per i lavoratori e le loro famiglie speriamo che il Ministro competente possa far luce sulla situazione e assicurare la trasparenza che le parti sociali ed i cittadini coinvolti auspicano e meritano”, ha infine concluso nella nota.