Claudio Cia replica alle parole di Paolo Ghezzi su Boso

Claudio Cia replica alle dure parole di Paolo Ghezzi, lo ha fatto con una nota stampa nella quale ha affermato: “Certo l’amico Erminio Boso non poteva piacere a tutti, e neanche lo avrebbe voluto: mai avrebbe cambiato se stesso per piacere di più”.

Claudio Cia ha aggiunto: “Poi arriva Paolo Ghezzi “essere umano” (così si autodefinisce nel suo nickname di Facebook) che a poche ore dalla morte di quello che evidentemente non considera come altro “essere umano” ma come “nemico politico”, non trova di meglio da fare che emettere il suo giudizio, con un post di un’aridità disarmante: “proto-leghista prototipo del valligiano arrabbiato”, “principe degli anti-buonisti”, “fabbricatore seriale di slogan anti-casta pur essendone lui stesso parte”, barricadero sulle barricate sbagliate, “burbero semidio bossiano”…e quant’altro. Un post che ha suscitato la ribellione sui social, con decine di commenti negativi e sdegnati, che non potranno essere a lungo ignorati”.

“C’è chi ha ricordato – ricorda Claudio Cia – che Almirante, alla morte di Berlinguer, si recò immediatamente alla camera ardente e, pur essendo politicamente agli antipodi, si mise in fila per rendergli omaggio. C’è chi ha evidenziato l’irritazione per l’espressione infelice sui “valligiani”, come se abitare in una valle sia una cosa di cui vergognarsi. C’è chi lo invita a tornare coi piedi per terra, perchè è anche per questi atteggiamenti di presunta superiorità che il centrosinistra trentino ha perso le elezioni. C’è chi lo invita a portare un minimo di rispetto per quelle barricate, perchè giuste o sbagliate che fossero, ci ha dedicato la vita. E qui cade la maschera dell’intellettuale moralizzatore di sinistra, dell’oracolo, dell’illuminato, talmente abituato a parlare male del “nemico” da non essere in grado di trattenersi neppure nel momento del silenzio, sentendosi in dovere di giudicare vivi e morti restando sempre nel giusto a prescindere. E’ l’esplosione dell’ipocrisia di chi vorrebbe influenzare le masse e incantare gli altri, illudendo prima di tutto se stesso, non accorgendosi del proprio contraddittorio doppiopesismo: esseri umani di serie A, esseri umani di serie B”

Claudio Cia conclude dicendo: “Da un essere umano ci saremmo aspettati di meglio viste le circostanze. Certo l’amico Boso era un gigante “Obelix” con il quale era facile scontrarsi, ma sapeva far sorridere in ogni momento… da Ghezzi non abbiamo ancora visto un sorriso. Anche questo lo aiuterebbe a sembrare più “essere umano”.”