Un pomeriggio di incontro con le candidate in “Civica Trentina” che hanno dato prova di come vogliano essere una componente rilevante all’interno di questa formazione politica. Lo hanno affermato dalle prime battute, esattamente da quando hanno ricordato che la presenza delle candidate nelle liste elettorali non può essere limitata ad un semplice fattore numerico. Per questa ragione il loro impegno in politica va molto al di là della semplice presenza nelle liste.

Battagliere, hanno affermato di avere proposte e competenze personali che non sono da sottovalutare. La lista delle candidate vanta persone come Loredana Bertotti, ragioniera contabile; Mirella Biasi, infermiera di rianimazione e sala operatoria; Sonia Brugnara, medico oncologo; l’imprenditrice Lorena Burlon; Ivana Paoli, insegnante della scuola dell’infazia; e l’avvocato Silvia Zanetti.

Quest’ultima ha aperto l’incontro parlando della questione della sicurezza a Trento. “È difficile – ha esordito l’avvocato – uscire a Trento in una condizione di sicurezza, sia in orari diurni che serali”. Ci ha tenuto anche a precisare che non trovano alcun fondamento le dichiarazioni fatte da Alessandro Andreatta secondo cui Civica Trentina “gioca” sulla paura della gente. Le sue proposte prevedono il rafforzamento della Polizia Municipale, la creazione di una unità cinofila e soprattutto il totale divieto di accattonaggio.

La parola poi è passata ad Ivana Paoli che ha posto all’attenzione dei presenti la seguente frase: “Quello che mi sorprende degli uomini è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute”. Queste parole, a suo avviso, si possono ben ricollegare alla comunità di Trento: ”Mi candido tenendo bene a mente queste parole e cercando di farne buon uso anche in Consiglio comunale, perché mi sta a cuore la salute di tutti noi. Quindi una politica che abbia uno sguardo alla prevenzione e ai bambini che sono il nostro futuro”.

“Chi è chiamato ad amministrare Trento deve avere come obiettivo principale il benessere di noi cittadini”. Così ha aperto il suo intervento l’imprenditrice Lorena Burlon che ha ricordato ai presenti come la politica abbia il compito di salvaguardare il grande patrimonio di Trento. Non ha inteso con questa espressione riferirsi al territorio, ma soprattutto alle “persone che ci vivono il cui benessere deve per forza essere messo al primo posto in assoluto. Non si devono e non si possono tagliare risorse destinate ai servizi sociali ritenuti indispensabili”.

Burlon ritiene che sia necessario operare dei tagli che devono essere però fatti solo per eliminare gli sprechi e i privilegi, poiché secondo lei è impensabile ridurre i servizi. Una parola che le sta a cuore è “risparmiare”, si devono ridurre i faraonici vari progetti e le consulenze dispendiose.

Ha concluso affermando: “E’ assolutamente giusto dare aiuto a chi ne ha bisogno ma le persone che ricevono un contributo, se stanno bene e sono abili per lavorare, devono dare in cambio il loro contributo: lavorando o facendo servizi utili alla comunità”.

Michele Soliani

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