Corazza (Agire): “L’impianto della funivia di Trento non diventi un rimpianto”

Il grande impianto non resti un rimpianto“. Questa la raccomandazione che Mauro Corazza, del Coordinamento di Trento di Agire per il Trentino, la lista di Claudio Cia.

Stiamo forse arrivando alla chiave di volta per l’ipotesi del collegamento funiviario tra la città di Trento e il Monte Bondone, che ne rappresenta una parte integrante a tutti gli effetti, anche da un punto di vista amministrativo” sostiene Corazza. “Tutti gli incontri che si stanno susseguendo parlano di studi eseguiti pensando a connettere Trento con Vason, individuando delle fermate intermedie a Sardagna e Vaneze“.

I costi paventati sono importanti e devono necessariamente tenere conto dell’apporto di privati, intesi come investimenti di aziende interessate e non singole persone. Per la sostenibilità economica dell’impianto si parla di 600.000 passeggeri l’anno. Un numero apparentemente enorme e difficile da realizzare” avverte il Coordinatore, che procede dunque a delineare due strategie.

La prima riguarda il coinvolgimento degli abitanti di Sardagna, cercando di capire sin da subito quanti sarebbero disposti ad abbandonare l’auto in favore della funivia. La seconda dovrebbe coinvolgere il MUSE affinché convogli i suoi visitatori verso l’orto botanico e le altre attrazioni naturali dei luoghi” sostiene Corazza, ideando anche dei biglietti abbinati all’uso dell’impianto e un collegamento elettrico tra Vason e le Viote.

Si potrebbe anche partire immediatamente con dei sondaggi tra le migliaia di visitatori per capire se e quanti sarebbero positivamente impressionati da tale proposta e dell’eventuale importo del biglietto” suggerisce il Coordinatore, ribadendo che le due soluzioni dovrebbero fornire un quadro della base potenziale dei fruitori della funivia.

Il resto – continua Corazza – starà all’utilizzo che ne faranno residenti e turisti. Il masterplan ha fornito molti spunti interessanti, ma le strade possono essere diverse. Una soluzione fortemente attrattiva potrebbe essere il turismo del silenzio che creerebbe una realtà unica per il Trentino“. Alla curiosa proposta, il Coordinatore allega l’idea di realizzare un ampio parcheggio a Vaneze in coincidenza della stazione intermedia, prevedendo di salire da lì in avanti verso la cime del Monte Bondone attraverso mezzi elettrici, in un’ottica assolutamente green.

Poi entrano in gioco il marketing, l’azienda di promozione turistica e gli operatori locali, che con le loro iniziative dovrebbero ambire a coinvolgere un certo tipo di turismo” sostiene Corazza, che conclude: “Al consolidamento di questi passaggi, siamo convinti che arriveremo a raggiungere i numeri indicati per la sostenibilità, meritandoci così il riconoscimento di Città Alpina ottenuto 15 anni fa“.