D’Ambrosio (FDI): “Nuovi arrivi non saneranno carenza di agenti di Polizia”

Massimo D’Ambrosio, candidato capolista di Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale per Fugatti,  ha voluto commentare attraverso una nota ufficiale la notizia secondo la quale sarebbero in arrivo in Trentino 23 agenti di rinforzo.

L’ex questore di Trento ha precisato che gli agenti in arrivo saranno 19 divisi in due tranche, i primi 10 arriveranno tra ottobre e novembre mentre gli altri 9 tra febbraio e marzo 2019.

Sulla questione Massimo D’Ambrosio ha poi aggiunto: “Diversamente da quanto si potrebbe desumere dalla notizia apparsa sulla stampa, questo piano di rinforzi non rappresenta qualcosa di nuovo. Il piano d’assegnazione del personale in questione era già stato, infatti, predisposto da mesi, dietro sue pressanti richieste, fatte per iscritto e di persona, quando era questore di Trento, e solo ora grazie al Ministro Salvini è stato finalmente sbloccato.”

Proseguendo nel suo intervento D’Ambrosio ha specificato come questi arrivi non riusciranno a coprire completamente la carenza di agenti generata dai pensionamenti degli operatori di Polizia degli ultimi anni. L’attuale carenza di personale di Polizia ha impedito a città come Rovereto, seconda città della provincia di Trento, e Riva del Garda, importante realtà turistica trentina, di avere un adeguato servizio di volante notturna.

L’ex questore ha poi aggiunto che anche a Trento la situazione non è destinata a migliorare. Anche con i nuovi arrivi in città sarà possibile impiegare solamente due volanti per turno, un numero insoddisfacente per garantire la sicurezza dei cittadini. Secondo Massimo D’Ambrosio servirebbero (oltre ai 19 già in arrivo) almeno altri 40 agenti per sanare la situazione.

Concludendo il suo intervento D’Ambrosio ha ricordato che, qualora venisse eletto, il suo impegno nel risolvere la questione sarà forte e costante. L’ex questore si è poi detto sicuro che la Coalizione Autonomista Popolare per il Cambiamento (in particolare Fratelli d’Italia e Alleanza Nazionale) porteranno la questione all’attenzione del potere politico centrale e di Matteo Salvini che si è sempre dimostrato attento alle necessità di sicurezza territoriali diversamente dai suoi predecessori.