Squadra antidegrado, Pat stanzia 400 mila euro. M5S Trentino denuncia: “Meno della metà della giunta Rossi”

Il drammatico problema del degrado in cui, quasi costantemente, versano alcune zone della città di Trento, è una questione che continua a caratterizzare l’opinione pubblica locale.

Sul tema gli esponenti del Movimento 5 Stelle Filippo Degasperi, Andrea Maschio, Paolo Negroni e Marco Santini hanno voluto esporre il loro pensiero attraverso una nota congiunta.

I pentastellati hanno voluto evidenziare alcune criticità sorte intorno al piano antidegrado di Trento dichiarando: “nel corso della XV legislatura ci eravamo occupati in solitaria della vicenda dei contributi stanziati dalla Provincia per la sicurezza a Trento. Si trattava dei circa 900mila euro messi a disposizione del Comune per il piano antidegrado e per la costituzione della mini task force”.

Entrando nello specifico della questione Degasperi, Maschio, Negroni e Santini hanno rincarato: “sempre in solitaria avevamo evidenziato le molte zone d’ombra dell’iniziativa, dalla fuga degli operatori (assunti con contratti temporanei) alla sicurezza “a tempo determinato” finanziata a scadenza, così come il fatto che la responsabilità principale in tema di pubblica sicurezza competeva e compete al Ministro dell’Interno. L’azzeramento del capitolo “sicurezza” nel primo atto politico della Giunta leghista ci aveva fatto pensare che fosse finalmente arrivato il momento di ripensare dalle fondamenta l’approccio al tema. Sulla stessa lunghezza d’onda sembravano porsi le recenti affermazioni di un autorevole rappresentante del Carroccio, secondo il quale “dato il modo con il piano è stato tradotto in concreto e gli esiti che esso ha avuto non risultano chiari”.

Infine, concludendo la nota, gli esponenti del Movimento 5 Stelle hanno aggiunto: “e invece gli esiti, non noti al consigliere leghista, per la Lega sono non solo cristallini ma anche positivi dato che che la Giunta del Cambiamento copia l’ennesima iniziativa del Centrosinistra e riesce persino ad elogiarla con l’impegno a “dargli continuità”, dimezzando però i fondi disponibili (da 900 a 400mila euro). Per gli organi di informazione che non hanno ancora pensato allo spazio dedicato alla “barzelletta del giorno”, forse è il caso di iniziare a pensarci.Abbiamo il sospetto che le occasioni per riempirlo non mancheranno.